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Didattica
Le schede pubblicate nella sezione:
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AF FOTOGRAFIA, Trento
AZB: scuola di lingue (Alto Adige)
Centro Yoga Sattva, Trento
Centro Teatro, Trento
CDM - Centro Didattico MusicaTeatroDanza
EstroTeatro, Trento
Multiversoteatro, Trento
Operaprima, Scuola Musicale
Peña Andaluza, Rovereto
Polemos. Scuola di formazione sui conflitti
Portland - Nuovi orizzonti teatrali, Trento
Scuola Musicale "Jan Novák", Vallagarina
Teatrincorso Spazio 14 (TS14), Trento
Teatro per caso, Nago

Altre risorse extra-sezione:
Arte Sella, Percorsi arte/natura
Castello del Buonconsiglio
Compagnia Abbondanza/Bertoni
Compagnia teatrale ariaTeatro
Io C’entro (Centro S. Chiara)
Museo delle Scienze, Trentino
Studio d'arte Andromeda, Trento

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Cesar Brie, il mare in tasca (Foto dal sito ufficiale)

Live Act 2010/11 - Black box
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Dove: Spazio 14, Via Vannetti 14, Trento (google maps).
Ore: 20.45.
Biglietti: Ingresso con tessera TS14 euro 10, ridotto normale e per scuole di teatro, danza euro 8; ridotto allievi Spazio14 euro 6; ridotto studenti dell’Università di Trento euro 3 (Carta dello Studente).
Info e prenotazioni: tel. 0461 261958, cell. 346 6050763, mail: spazio14@gmail.com, prenota on-line uno spettacolo.

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LIVE ACT è una stagione di arti e linguaggi della contemporaneità che avanza e si struttura in modo articolato, accogliendo ogni anno progetti nuovi e sezioni specifiche. Creato da Teatrincorso Associazione Culturale in collaborazione con il Circolo Universitario Culturale di Trento (C.U.C.), Live Act si interroga sulle relazioni tra linguaggi artistici contemporanei e il presente inserendo eventi artistici in spazi individuati annualmente, che possono essere luoghi deputati al teatro, come il Teatro San Marco o, con caratteristiche peculiari, Spazio 14, oppure locations estemporanee come, nell’edizione 2009, "Magazzino X", ex deposito di giocattoli.
E’ un progetto artistico che si è sviluppato dal 2006 (anno della prima edizione) come naturale evoluzione di Generazione 2000 e Officine dei Teatri, i precedenti festival curati da Teatrincorso con altre collaborazioni. In questi 5 anni ha scelto locations diverse e ha ospitato decine di artisti della scena del contemporaneo italiani e internazionali spaziando sempre dal teatro all’arte visiva, dalla danza alla musica, con una grande attenzione verso la scena indipendente e al “nuovo”, riuscendo a intercettare nei suoi eventi un vasto e variegato pubblico.
L’attuale edizione si arricchisce del progetto BLACK BOX che ruota intorno a un serrato confronto tra l’arte e il proprio tempo, un dialogo declinato in forme, estetiche e linguaggi diversi ma teso a rendere conto degli impatti, testimoniare i disastri, porre domande scomode nella convinzione che l’arte è un meraviglioso dispositivo, la "scatola nera" che ci avverte di ciò che è avvenuto, fornisce dati da esaminare per comprendere il reale, il presente, noi stessi.
Chi viene a vedere gli spettacoli della sezione "Black Box" è avvertito: sia pronto all’impatto!.


Programma (Prossime date):

1 maggio 2011
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Cesar Brie: Il Mare in Tasca
Spazio 14, via Vannetti, Trento. Ore 20.45.
Workshop nei giorni 28, 29 e 30 aprile 2011.

Storia di un attore che, svegliatosi, scopre di essere stato trasformato in un prete, scenografia, testo, regia e interpretazione: César Brie, musica di Antonio Vivaldi, produzione: Cesar Brie – Arti e Spettacolo, L’Aquila.
Il tema di questo spettacolo é l’amore. Il personaggio é un prete. L’azione si sviluppa nella stanza del prete dietro la sagrestia. Il tema permette all’autore di rivedere la sua esistenza ed il prete permette all’attore di dialogare con Dio, nel quale non crede. Il pubblico fittizio, rappresentato sulla scena, permette al sacerdote di rivolgersi al pubblico reale senza confonderlo con il suo gregge.
Il personaggio del prete esiste affinché si accetti la sua irrealtá. Non si tratta di credere nella verità della scena ma nella verità della finzione. Un attore é un uomo che scolpisce un altro uomo tra gli uomini. La sua falsa autobiografia ha interrogato la vostra biografia?
Su questo argomento l’autore e l’attore sono gli unici che non possono aprire bocca.
Sono nato e cresciuto in un paese cattolico: L’ Argentina.
Mi sono allontanato dalla chiesa a sedici anni ma ho potuto riflettere su questo rifiuto soltanto molti anni dopo, quando sono stato in grado di rivedere il mio passato.
La religione allora rappresentava una via, un tragitto di azioni sociali e spirituali che affermavano la mia fede, la diffondevano e mi inducevano a comportarmi secondo le sue regole e ad osservare il mondo attraverso di esse.
Nell’ abbandonare la religione, avevo coscienza di dover percorrere un’ altra strada. Mi sono dedicato al teatro e ho formato parte di quel movimento teatrale in cui il lavoro artistico si mescolava all’impegno sociale.
Non sono religioso ma non ho messo una pietra sopra le mie esperienze dell’infanzia e della adolescenza.
Così, oggi, davanti ad un bivio nel mio cammino nel teatro, trovo una tonaca appesa ad un albero. La tonaca è quella di un prete Il bivio é la mia scelta di tornare a vivere e lavorare in America Latina, una terra così ricca da esportare caffè, mais, calciatori, scienziati, artisti, e così povera da non riuscire a tenerseli. L’albero dal quale pende la tonaca rappresenta questi anni di lavoro ostinato e di esilio volontario. I suoi frutti non sono soltanto le mie opere. Sono anche i miei errori, quello che ho distrutto, le fatiche inutili.
Sono il primo a stupirsi: i miei fallimenti hanno germogliato. Con quella tonaca e questi frutti ho costruito quest’opera.