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Caravaggio (Foto dal sito ufficiale)
Lunedìcinema ad Arco e Riva del Garda
Dove: Auditorium del Conservatorio, Riva del Garda e Palazzo Panni, Arco (Tn). Orario: ore 21.00. Ingresso: gratuito.
Inizia lunedì 16 gennaio con un ciclo di cinque pellicole vittime della censura (proposte in versione integrale) un nuovo appuntamento dedicato al cinema e ai cinefili più appassionati: «Lunedìcinema» è un nuovo cineforum organizzato da AltoGardaCultura, il servizio attività culturali intercomunale di Arco e Riva del Garda, grazie ad un'ampia sinergia con l’associazione ARCI Altogarda «Francesco Monti» e il centro culturale «La Firma». Da gennaio a maggio una serie di incontri per parlare di cinema, dei suoi modi di espressione e dei suoi protagonisti, con l'attenzione rivolta alle diverse correnti e al panorama sia nazionale sia internazionale. Le proiezioni si svolgono a Riva del Garda, nell’auditorium del Conservatorio, e ad Arco, nell’auditorium di Palazzo dei Panni, sempre con inizio alle 21. L'ingresso è libero.
Il progetto si inserisce in una realtà territoriale che con grande impegno sta ricostruendo di anno in anno l’offerta in questo settore, dopo che per qualche tempo ne era stata privata, causa la chiusura delle sale private. L’impegno della gestione associata per le attività culturali dei Comuni di Arco e Riva del Garda ha portato – nel 2010 – all'apertura di una nuova sala per le proiezioni cinematografiche che propone le novità stagionali e una rassegna di film di qualità più recenti, privilegiando le nuove uscite e il film di evasione. Senza contare il sostegno concesso a diverse associazioni, fra cui storicamente il circolo culturale La Palma ad Arco, che propongono tradizionali appuntamenti di cineforum.
Lunedìcinema s'inserisce in modo complementare nell’offerta esistente perché si tratta di una rassegna tematica che sviluppa degli argomenti andando a ricercare film non necessariamente recenti, ma scelti per stimolare il confronto e il dibattito, in primo luogo sul cinema e sulla cinematografia. Un prodotto destinato all’approfondimento, alla formazione e all’incontro di chi è appassionato di cinematografia.
L’iniziativa è possibile grazie alla passione di due associazioni altogardesane, l’ARCI Alto Garda e il centro culturale La Firma di Riva del Garda, che hanno dimostrato grande passione per il cinema e il desiderio di collaborare per fornire al pubblico altogardesano questa nuova occasione di approfondimento culturale. Grazie al loro entusiasmo e alla loro disponibilità, è stata raggiunta un'intesa con il Servizio intercomunale e si è arrivati a proporre questo primo cartellone, che vedrà proposte tutti i lunedì (tranne nel periodo di Pasqua) dal 16 gennaio al 21 maggio.
La rassegna prevede quattro cicli successivi, nelle due sale di Riva del Garda e di Arco, che affrontano due macro-tematiche, declinate in modo diverso e originale. Uno infatti è il tema dell’informazione e delle distorsioni legate all’ambiente; il primo ciclo del tema, che apre la rassegna e si tiene a Riva del Garda, s'intitola «Italia Mani di Forbice» e propone una riflessione sul modo in cui la censura ha orientato e costretto la cinematografia fino ad un recentissimo passato. Ad Arco invece, a conclusione della rassegna (dalla fine di aprile a maggio), il secondo ciclo s'intitola «La messa è finita?»: una serie di pellicole che hanno trattato il tema della coscienza confessionale in rapporto con la comunicazione.
La seconda tematica riguarda la vita, sviluppata sia come riflessione e ricerca interiore («Il senso della vita», ad Arco in febbraio e marzo) sia sulla cinematografia di tipo biografico («Lo schermo dipinto», a Riva del Garda in marzo e aprile) che propone quattro titoli dedicati alla narrazione della vita di quattro artisti e dell’ambiente in cui si è sviluppata la loro pittura.
Programma (Prossime date):
2 aprile 2012 (Lo schermo dipinto / L’arte nel cinema)
Van Gogh Auditorium del Conservatorio, Largo Marconi 5, Riva del Garda (Tn). Ore 21.00. Film di Maurice Pialat.
Vincent Van Gogh è un giovane predicatore con una forte passione per l'arte e il disegno; nonostante sia considerato negato dalle autorità religiose, viene mandato ad officiare tra i minatori della regione belga del Borinage. Qui, tra mille difficoltà e vivendo la loro vita triste e durissima, scopre definitivamente la propria passione per la pittura e si getta a capofitto nell'impresa. Inizia così una delle carriere artistiche più importanti del Novecento, e inizia così «Brama di vivere», il film del 1956 di Vincent Minelli tratto dall'omonimo romanzo di Irving Stone (genere biografico-drammatico, durata 122 minuti, produzione Svezia 1956). Il film, che ha ricevuto quattro nomination ai Premi Oscar 1957, vincendo il premio per il miglior attore non protagonista con Anthony Quinn (nella parte di Paul Gauguin; protagonista Kirk Douglas, nel cast anche Lionel Jeffries, James Donald e Pamela Brown), è proiettato lunedì 2 aprile all’auditorium del Conservatorio di Riva del Garda con inizio alle ore 21 e ingresso libero, per il ciclo «Lo schermo dipinto» che spaziando dal Barocco al Novecento affronta il tema dell'arte pittorica, scandito dalla biografia di pittori rappresentativi di momenti fondamentali della storia dell’arte dell’Occidente. La proposta è nell’àmbito di «Lunedìcinema», il cineforum organizzato da AltoGardaCultura (il servizio attività culturali intercomunale di Arco e Riva del Garda) assieme all’associazione ARCI Altogarda «Francesco Monti» e al centro culturale «La Firma».
Vincent Van Gogh è indirizzato alla pittura da uno zio che vive a L'Aia, Anton Mauve, il quale gli fornisce i primi colori e consigli tecnici. Vincent si getta nel lavoro con entusiasmo, producendo soprattutto disegni, e conosce anche le prime sofferenze amorose, innamorandosi della cugina Kee la quale lo respinge disgustata, nonostante egli si bruci la mano destra pur di vederla. Ferito, Vincent si ferma in una taverna dove conosce Christine, una lavandaia prostituta emarginata, alcolizzata e già madre di un bambino, che accetta di diventare la sua compagna e modella. Per breve tempo Vincent sogna di costruire una sua famiglia, ma le difficoltà economiche (non riesce a vendere niente) e la rottura con Mauve lo portano ad abbandonare Christine e a raggiungere la famiglia nel paesino di Nuenen, dove il padre predica.
A Nuenen Vincent prosegue nella propria attività, ritraendo soprattutto volti di contadini locali; ma il suo stile di vita e le sue abitudini (veste trasandato "come una bestia" e non rispetta gli orari) gli attirano ben presto il risentimento dei suoi -del padre in particolare- costringendolo quindi ad una nuova partenza, stavolta per Parigi, dove già vive e lavora suo fratello Theo, dal quale in poi verrà finanziato. A Parigi scopre i musei, e visita le mostre d'arte contemporanea: guardando i pittori impressionisti prova grande ammirazione ma, secondo il suo parere, non riesce ad eguagliarli. Nonostante tutto continua a lavorare, e successivamente incontra, grazie al fratello (col quale la convivenza è durissima a causa dei caratteri opposti), i maestri dell'avanguardia pittorica: Pissarro, Seurat, Bernard... ma soprattutto Gauguin, col quale stringe subito amicizia e che lo convince a trasferirsi al sud, per avere più luce nelle sue tele.
Vincent così si reca ad Arles, nel sud della Francia, dove dipinge sino allo stremo, arrivando a rimanere anche senza cibo e senza un tetto: viene sfrattato, e solo grazie all'interessamento del postino Roulin riesce a trovare a poco prezzo un nuovo alloggio più spazioso. Anche in questo periodo il fratello Theo lo sovvenziona, in quanto Vincent non riesce a vendere i suoi quadri. Dopo alcuni mesi Paul Gauguin raggiunge Van Gogh, dopo il soggiorno in Bretagna, ma la convivenza è oltremodo difficile, soprattutto a causa della diversità di vedute su arte e artisti e sugli stili di vita differenti. Dopo l'ennesimo litigio e le minacce di Van Gogh, Gauguin se ne va. Vincent, addolorato e di nuovo solo, in preda al dolore si recide l'orecchio sinistro e viene ricoverato in manicomio. Qui continua a dipingere, sia nell'ospedale che all'esterno accompagnato da un infermiere, ma è ancora insoddisfatto dei propri lavori. Nel frattempo, la critica sembra accorgersi di lui, e Theo (che intanto si è sposato e ha avuto un figlio) conosce un medico, il dottor Gachet, che potrebbe riuscire a curare il fratello.
Vincent dunque lascia il manicomio, e dopo una breve sosta a Parigi raggiunge il paesino di Auvers-sur-Oise dove vive il medico. Dopo un primo dialolgo edificante con lui, Van Gogh confida a Theo che nemmeno Gachet potrà alleviargli la malinconia. Nonostante tutto, egli continua a lavorare selvaggiamente, producendo una tela al giorno se non due. Ma in preda all'ennesima crisi nervosa, si spara mentre dipinge un campo di grano sorvolato da corvi minacciosi. Morirà due giorni dopo nel proprio letto e con la pipa in bocca, assistito dal disperato Theo.
16 aprile 2012 (Lo schermo dipinto / L’arte nel cinema)
Klimt Auditorium del Conservatorio, Largo Marconi 5, Riva del Garda (Tn). Ore 21.00.
Film di Raul Ruiz. L’ultimo inquisitore Auditorium del Conservatorio, Largo Marconi 5, Riva del Garda (Tn).
Film di Milos Forman.
30 aprile 2012 (La Messa è finita? / Il mondo clericale visto da grandi registi)
Il nastro bianco Auditorium di Palazzo dei Panni, Via Segantini 9, Arco (Tn). Ore 21.00.
Film di Michael Haneke.
6 maggio 2012 (La Messa è finita? / Il mondo clericale visto da grandi registi)
Viridiana Auditorium di Palazzo dei Panni, Via Segantini 9, Arco (Tn). Ore 21.00.
Film di Luis Bunuel.
14 maggio 2012 (La Messa è finita? / Il mondo clericale visto da grandi registi)
Habemus papam Auditorium di Palazzo dei Panni, Via Segantini 9, Arco (Tn). Ore 21.00.
Film di Nanni Moretti.
21 maggio 2012 (La Messa è finita? / Il mondo clericale visto da grandi registi)
Il corpo celeste Auditorium di Palazzo dei Panni, Via Segantini 9, Arco (Tn). Ore 21.00.
Film di Alice Rohrwacher.