Di e da Anton Cechov, un disadattamento di Woody Neri, con Marta Pizzigallo, Woody Neri, Massimo Boncompagni, Gioia Salvatori, Liliana Laera, Stefania Medri, Rosario Petix, Loris Dogana.
Intorno ad una piccola piscina gonfiabile, reminescenza di fanciullesche vacanze da cortile, a simboleggiare metaforicamente il lago. Un luogo, insomma, che tutti descrivono come incantevole, ma che appare più come un cortile di prigione (una Gabbia, appunto) in cui i detenuti/personaggi trascorrono la loro personale ora d’aria, la loro vacanza, girando in tondo e a vuoto, nell’impossibilità mentale, e quindi fisica, di evadere. Cani alla catena, confinati in questo non-luogo, essi divorano passioni, gelosie, violenze; ma tutto ha il sentore dello svago, del dolore inflitto per noia, dell’ammazzare il tempo.