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- (Foto dal sito ufficiale/di Marco Costantino)
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Mana Chuma Teatro: Come un granello di sabbia

Data: Venerdì 24 marzo 2017
Dove: Teatro Portland, via Papiria 8, Trento
Orario: ore 21.00

Testo e regia di Salvatore Arena e Massimo Barilla.
Con Salvatore Arena.
Spettacolo Selezione In-Box Blu 2016.


Venerdì 24 marzo, alle ore 21.00, presso il Teatro Portland andrà in scena lo spettacolo Come un Granello di Sabbia che chiuderà la rassegna La Bella Stagione. Lo spettacolo è stato selezionato dal prestigioso premio In-Box Blu 2016 e rientra nel filone TrentOOltre che propone spettacoli che trattano temi scottanti, urgenze che coinvolgono la nostra contemporaneità ed il nostro quotidiano talvolta sconvolgendolo. La compagnia Mana Chuma Teatro porta in scena senza retorica la reale e drammatica vicenda giudiziaria che ha sconvolto la vita di Giuseppe Gulotta, ragazzo siciliano ingiustamente accusato d’omicidio. La storia, raccontata anche nel libro Alkmar – La mia vita in carcere da innocente, viene portata sul palco dall’unico protagonista, il virtuoso Salvatore Arena che assieme a Massimo Barilli firma testo e regia dello spettacolo. Una prova attoriale superba, una storia che farà riflettere il pubblico, un racconto necessario per rendere giustizia ad uomo che troppo a lungo si è visto sottrarre ingiustamente la libertà.

A diciotto anni Giuseppe Gulotta, giovane muratore con una vita come tante, viene arrestato e costretto a confessare l'omicidio di due carabinieri ad "Alkamar", una piccola caserma in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio, uno qualsiasi. Gulotta ha vissuto ventidue anni in carcere da innocente e trentasei anni di calvario con la giustizia. Non è mai fuggito, ha lottato a testa alta, restando lì come un granello di sabbia all’interno di un enorme ingranaggio.
Fino al processo di revisione (il decimo, di una lunga serie), ostinatamente cercato e ottenuto, che lo ha definitivamente riabilitato.
Una storia dai contorni oscuri e tormentati, dalle conseguenze violentemente drammatiche e non risanabili.
Affrontare questi avvenimenti sulle tavole di un palcoscenico pone di fronte ad una grande responsabilità per quello che Giuseppe Gulotta ha vissuto, protagonista suo malgrado di questo itinerario, ma anche per le altre varie vittime della vicenda. La responsabilità, certo, di non tacere l’incredibile vicenda legale, la lunghissima serie di omissioni, errori, leggerezze, falsificazioni, palesi violazioni della legge che oggi ci fanno definire questa vicenda come una vera e propria frode giudiziaria. La responsabilità, naturalmente, di non dimenticare il contesto e gli interessi in campo che generano il dramma.
Ma principalmente la responsabilità di declinare la drammaturgia, attraverso la vicenda umana di Giuseppe (ma anche di Salvatore e Carmine – le due vittime della strage – o di Giovanni, Vincenzo, Gaetano – gli altri capri espiatori designati) rendendo giustizia alla sua dimensione personale, quella di una vita quasi interamente sottratta per ragioni inconfessabili. Provare ad innescare un processo di identificazione, pur senza aver attraversato quello che lui ha attraversato, senza aver sofferto quello che lui ha sofferto con un incredibile senso di dignità e consapevolezza. Provare a compiere questo corto circuito narrativo riuscendo a sottrarsi a qualsiasi intento retorico.

Informazioni:
http://www.teatroportland.it


Iniziativa segnalata da La Bella Stagione 2017/18


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