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Trento di Marco Boato/Particolare (Foto dal sito ufficiale)
Trento di Marco Boato/Particolare (Foto dal sito ufficiale)

Piazza di Matteo Boato

Data: da Venerdì 24 febbraio a Domenica 26 marzo 2017
Dove: MUSE, Corso del lavoro e della scienza, Trento
Orario: Da martedì a venerdì: 10.00 - 18.00 / Sabato e festivi: 10.00 - 19.00 / Lunedì: chiuso​​​ / Inaugurazione il 24 febbraio, ore 17.30 (vedi anche La voce della piazza - un progetto partecipativo)

Dal 24 febbraio al 26 marzo 2017, più di quaranta opere dell’artista trentino Matteo Boato che interpretano, attraverso il sapiente uso del colore e l’occhio interessato e visionario dell’arte, il tema della piazza come spazio pubblico. In mostra, su tele di vario formato, scorci della città di Trento e di altre piazze italiane tra le quali Mantova, la famosa Piazza del Campo a Siena e Cremona.

Fondamento della socialità, ambiente intimo e allo stesso tempo aperto al dialogo e al confronto, la casa e la piazza sono il fulcro concettuale di molti lavori pittorici di Boato, che toccano numerosi centri italiani; come Venezia, Trento, Mantova, Cremona, Siena, Roma, Padova, Pisa, Gubbio, Milano, Firenze, Feltre, Peschiera.
La mostra raccoglie 43 olii su tela che rappresentano i momenti salienti di una ricerca iniziata nel 1999 su nuclei antichi che ha dato vita a serie titolate "Le Case danzanti" e “Cielo di Tetti”. L'intento del percorso artistico è quello di scoprire l'anima della città, indagando case, facciate, porte e finestre che si affacciano sul loro cuore medioevale, la piazza. Impregnati degli umani umori, questi edifici conservano impresse nella loro materia costruttiva le storie delle persone le hanno abitate e il senso del loro agire. Un richiamo verso le radici, verso un mondo fragilissimo in continuo pericolo di scomparsa. L'aggettivo "danzanti" relativo alla prima serie, non ha solo connotazione gioiosa, ma si può collegare al tema delle danze macabre, affascinanti affreschi gotici nei quali l'apparire della morte nei festini di donne e cavalieri richiama alla precarietà dell'umano. Sono case in cammino, che vorrebbero volare, danzare la loro storia; aggrappate alla roccia e al tempo, come tessere di un raffinato mosaico.
I lavori, originariamente molto colorati, hanno con gli anni abbracciato la bi-tri cromia. Intraprendendo un racconto pittorico più intimo, attraverso l’accostamento di grafite e colore a olio materico, in bilico funambolico tra disegno e pittura, tra bi e tridimensionalità.

La piazza – racconta Boato - è un luogo dove chiunque passi lascia un frammento di vita, uno sguardo, un pensiero, un'idea. La piazza è il luogo dove la città si incontra perché ne è il cuore. Benché le persone non si conoscano e non ci sia alcuna relazione tra di loro, esiste questo punto di comune contatto, di scambio. Infatti chi passa, chi vi accede, coglie un vissuto altrui e lascia a sua volta un pezzo di sé. Simboleggia il mondo fisico, reale, la terra dove siamo ed esistiamo.

Il racconto grafico/pittorico si avvale di schizzi e appunti presi dal vero, in piazza, appunto. La vera fase realizzativa, però, avviene in studio e si arricchisce di un punto di vista nuovo e non sperimentato, cioè a volo d'uccello.
Il punto di vista “non visto”, fantastico, dal cielo, risulta quello dominante. In molti lavori, la matericità e la conseguente presenza di ombre suggerisce questo incontro tra realtà e sogno, come se ci si trovasse in una “terra di mezzo” non ben collocabile. Colature copiose, inoltre, che solcano la superficie pittorica suggeriscono la sovrapposizione di tempi diversi, passato e presente insieme, suggeriscono il fluire inevitabile della vita e della morte, il succedersi di generazioni che una sull’altra e, nello spazio pittorico, una accanto all’altra, dialogano.


Iniziativa segnalata da MUSE - Museo delle Scienze


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