Dal 2 luglio al 15 agosto 2012 al Giardino S. Chiara di Trento.
Sono una bella tappa, questi venticinque anni di Itinerari folk. Un compleanno da festeggiare con gioia e sobrietà perché sono il costume stesso di questa rassegna e perché la musica e la cultura che rappresentiamo lo esigono. Usando la curiosità, la ricerca e il senso del limite nell’utilizzo delle risorse, le istituzioni, in sinergia con le associazioni, hanno svolto una meritoria funzione pubblica in ambito culturale, offrendo dal 1988 alla città di Trento e a tutti coloro che hanno voluto approfittarne, uno sguardo sul mondo, aperto sia alle tradizioni viventi che rappresentano dei tesori dell’umanità, ma anche al gusto per la contemporaneità con tutti gli elementi che in essa vibrano e si intrecciano. In due parole: memorie e progetti per il futuro. Sarebbe bello che questa dimensione ai margini del mercato potesse godere di più riconoscimento e considerazione in virtù delle sue qualità, ma tantissimo è cambiato nel mondo anche se un po’ meno alle nostre latitudini. Qualche dato, in questa occasione, bisogna pur tirarlo fuori: i concerti sono stati oltre trecento e poi ci sono le collaborazioni con le circoscrizioni, molti comuni della provincia, alcune istituzioni culturali; tra le pubblicazioni il volume contenente gli atti del convegno nazionale sul violino tradizionale (1995), i saggi sul mandolino e Giacomo Sartori (1997), la promozione della ricerca realizzata da Antonio Carlini e Mirko Saltori, edita dagli Amici della Musica di Borgo, dal titolo “Cent’anni di musica a Borgo. Le armoniche di Egidio Galvan 1901-1944” (2001), il book fotografico di Monica Condini (2004) ed infine la realizzazione del CD “Tribù italiche – Trentino Alto Adige” edito come allegato al n. 79 della rivista World Music Magazine (2006). Altre iniziative che ci piace ricordare sono: l’edizione dedicata all’ottantesimo anniversario di fondazione del Coro trentino SOSAT (1996); la mostra di mandolini e strumenti a plettro (1997) nell’ambito della quale era nata l’idea, ancora validissima, di sviluppare una grande raccolta di strumenti popolari trentini; il progetto della “Grande orchestra delle Alpi” nato con Artesella (1998) e presentato al Filmfestival della Montagna con quasi settanta musicisti provenienti da tutte le regioni alpine dalla Slovenia alla Francia (2004); l’edizione dedicata al centenario della fabbrica borghesana Galvan nella quale abbiamo portato sul palcoscenico anche gli anziani suonatori di “reta” e “armonium uso Trento” (2001). Intorno alla rassegna sono poi nati vari gruppi trentini che hanno tratto ispirazione dalle tradizioni, nonché un interesse per gli strumenti popolari (organetto, tamburi a cornice, strumenti a corda e mandolino, fiati e cornamusa, ghironda, etc.) che le numerose scuole musicali della provincia non hanno considerato importanti. Per cinque anni dal 2000 al 2004 Itinerari folk ha ospitato il saggio finale dei “Laboratori di musica popolare” una gioiosa iniziativa di cui oggi sopravvivono solo i corsi di organetto curati dall’associazione Abies alba. L’edizione numero venticinque è già stata aperta il 6 maggio scorso con un evento speciale (vedi foto a sinistra) che si è tenuto al Teatro Sociale: un concerto unico e irripetibile guidato da Beppe Gambetta, artista della sei corde acustica, entrato nella storia di Itinerari folk con i suoi live, con tre musicisti canadesi di grande livello: James Keelaghan, Eric Breaudy e Andrè Brunet. Si continua dal 2 luglio al 15 agosto per dieci serate, molto diverse tra loro e particolarmente stimolanti, che presentiamo come al solito nella pagine seguenti. Un cenno particolare, per la sua valenza non solo musicale, all’anteprima assoluta del progetto orchestrale dedicato alle Dolomiti che si terrà il 9 luglio.
Mauro Odorizzi