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- (Foto da comunicato stampa)
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Piante autoctone un’importante risorsa, anche economica, per il ripristino ambientale in Europa

Avvisi/comunicati / Pubblicato il 31 luglio 2017 / MUSE - Museo delle Scienze
È stato pubblicato su Conservation letters uno studio del MUSE che indica quali specie, presenti negli habitat prativi, utilizzare in via prioritaria per la produzione industriale di sementi

Le azioni di rinaturalizzazione - finalizzate al recupero funzionale degli ecosistemi degradati - stanno riscuotendo sempre maggiore interesse su scala globale e la coltivazione di piante autoctone per la produzione di sementi, necessaria per rendere possibili questi progetti, offre interessanti prospettive di sviluppo economico. Il potenziale di questo settore, tuttavia, è limitato dall’inadeguato trasferimento di informazioni e tecnologie tra Università e industria, e dalla mancanza di un quadro normativo che regoli la produzione e l’impiego di queste sementi. Per poter sviluppare appieno tutte le potenzialità di questo promettente ambito industriale, uno studio del MUSE condotto nell’ambito del progetto NASSTEC propone alcune azioni di guida e indirizzo.

Emma Ladouceur, ricercatrice del MUSE (Museo delle Scienze di Trento) nell’ambito del progetto Europeo NASSTEC, ha pubblicato sul numero di luglio di Conservation Letters un articolo che prende in esame gli habitat prativi delle principali regioni biogeografiche Europee, identificando più di mille specie di piante importanti per i progetti di rinaturalizzazione e riscontrando che solamente il 32% di queste specie, sono disponibili in commercio. Per ricreare ecosistemi pienamente funzionanti, il numero di specie da utilizzare va significativamente aumentato.
Lo studio propone di sostenere con adeguati investimenti la ricerca sulle tecniche di produzione e controllo della qualità delle sementi autoctone, di stimolare il trasferimento tecnologico tra ricerca e industria e di sviluppare uno specifico quadro normativo di riferimento.

Questo studio assieme ai risultati degli altri 11 ricercatori attivi nella rete NASSTEC verrà presentato alla conferenza finale di progetto prevista per fine settembre a Londra.

IL PROGETTO NASSTEC
NASSTEC (the Native Seed Science, Technology & Conservation Initial Training Network) è una rete di alta formazione universitaria sviluppata come azione Marie Curie, all’interno del settimo programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e lo sviluppo ed è coordinata dal MUSE e vede la collaborazione di altri 6 partner sia pubblici che privati da Regno Unito, Spagna e Olanda. Al suo interno operano 12 ricercatori impegnati a promuovere la conservazione e l'utilizzo di sementi autoctone per migliorare l’efficacia di progetti di rinaturalizzazione. NASSTEC mette in collegamento settore pubblico e privato favorendo ricerche multidisciplinari in ecologia vegetale, genetica, biologia molecolare, tassonomia, biologia della conservazione, scienze ambientali, agronomia e orticoltura.
Dal 25 al 29 settembre presso i Royal Botanic Gardens Kew a Londra, si terrà la Conferenza conclusiva dal titolo: “Ecologia, produzione e regolamentazione delle sementi autoctone”.
La conferenza è aperta a tutti senza costi di registrazione. Interverranno 10 esperti di fama mondiale. Gli argomenti trattati spazieranno dalle prospettive globali sulla qualità delle sementi per la rinaturalizzazione degli habitat prativi all'autoecologia di piante e sementi autoctone; dalla caratterizzazione della germinazione alla conservazione dei semi; dalla produzione industriale delle sementi autoctone al quadro normativo, dalle certificazioni e al controllo qualità nella produzione delle sementi autoctone.

Informazioni:
www.nasstec.eu


Notizia segnalata da MUSE - Museo delle Scienze


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