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Immagine (Foto arch. museo)
La prospettiva a 180° e oltre / un racconto attraverso le opere di Emilio Frisia
Data: dal 3 dicembre 2011 al 4 marzo 2012. Dove: Museo delle Scienze, Via Calepina 14, Trento. Inaugurazione: venerdì 2 dicembre, ore 18.00.
Il Museo delle Scienze inaugura, venerdì 2 dicembre alle 18.00, la mostra “La prospettiva a 180° e oltre. Un racconto attraverso le opere di Emilio Frisia”.
L’esposizione, che resterà visitabile fino al 4 marzo 2012, è un racconto avvincente tra prospettive, mappamondi, planisferi e anamorfosi attraverso le opere e la ricerca del grafico Emilio Frisia, che coniuga una raffinata esperienza fotografica con un uso particolare del computer, fornendo soluzioni che permettono di rappresentare situazioni irreali quali ad esempio l’osservazione – impossibile nella realtà - di una stanza di forma cubica da un vertice. Nell’ambito della mostra, il museo propone inoltre una stanza interattiva dedicata al pubblico dei più piccoli, uno spazio dove esplorare fenomeni legati alla prospettiva, sperimentare come gli oggetti possano avere ombre diverse fra loro e osservare immagini riflesse su specchi particolari.
Il percorso: Il percorso inizia dalle opere del grafico e fotografo Emilio Frisia: circa 50 tra disegni e scatti fotografici (questi ultimi dedicati alla montagna e all’ambiente alpino), testimonianza dell’attenzione dell’autore per i processi che portano alla formazione delle immagini. Riflettendo in termini scientifici - attraverso il lavoro grafico e l'uso del computer - sui percorsi compiuti dalla luce, sul parallelismo tra prospettiva e fotografia e sulle aberrazioni implicite in ogni processo di rappresentazione, Emilio Frisia elabora nuovi modelli di visione ed esplora i metodi razionali di rappresentazione grafica, totale, dell’ambiente. Le sue prospettive curvilinee utilizzano in modo rigoroso i principi dell’ottica geometrica per creare obiettivi virtuali dalle prestazioni “impossibili” nella realtà (in grado, ad esempio, di coniugare fish-eye e zoom). Frisia esplora e rivisita inoltre i metodi della cartografia, ripropone il tema barocco dell’anamorfosi e immagina proiezioni su superfici cilindriche piane o su più superfici.
La seconda parte dell’esposizione è, invece, dedicata alla scoperta interattiva dei principi della prospettiva, all’interno di uno spazio nel quale i visitatori possono vivere esperienze interessanti, manipolare oggetti, ricostruire immagini e sperimentare i fenomeni prospettici. Non unicamente osservazione, dunque, ma anche analisi dei risultati raggiunti con l’interazione. Tra le tematiche affrontate: le proiezioni da un punto dello spazio sul piano, i giochi d’ombra e i giochi prospettici, le illusioni prospettiche, gli anamorfismi.