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Trento né ieri né domani
Palazzo Trentini, via Manci, Trento. Dal lunedì al venerdì ore 9.00 - 18.00. Sabato ore 9.00 - 18.00. Ingresso libero.
Mostra fotografica di Adelfo Bayr.
Sabato 14 gennaio alle ore 11.00 Palazzo Trentini di via Manci a Trento ospita l’inaugurazione del percorso fotografico che Adelfo Bayr ha dedicato alla città di Trento: 80 immagini scattate nei mesi scorsi, che ritraggono una città in continuo cambiamento. Al momento inaugurale saranno presenti Bruno Dorigatti, presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, Patrizia Marchesoni, vicedirettrice della Fondazione Museo storico del Trentino e il musicista Giuseppe Calliari. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 17 febbraio.
«Se la città è la rappresentazione che l’uomo dà di se stesso, i mutamenti cui oggi l’immagine della città è esposta sono più interessanti delle permanenze. Flusso di volti, di gesti, di oggetti che accompagnano l’apparire delle figure, donne e uomini di ogni età e colore, dentro l’ininterrotto andare e venire. Perché la città si definisce oggi meno come spazio delimitato e protettivo e più come spazio permeabile, da attraversare in partenze e arrivi. Cinque modalità dell’obiettivo ne osservano la vita, secondo vari gradi, raccontando in una voluta sospensione della memoria la città che cambia, mai più uguale a se stessa, la città che fa fatica e fa festa.
Lo sguardo si fa attento, partecipe, affettuoso, mai furtivo. Si fa multiplo. Osserva con adesione sensibile quanto accade qui e ora, registra incroci di segni e di comportamenti sociali, nuove presenze e domande, tra marginalità e partecipazione. Si fa sorprendere, con poesia e con ironia, dai passaggi istantanei, dalle occasioni. Biciclette e valigie sono le icone predilette. Si fa toccare dalla freschezza dell’infanzia, dalla giovinezza. Oppure fissa le geometrie pure dello spazio. Il fotografo dall’animo viaggiatore indaga la propria città, senza pregiudizi, come sa fare chi da sempre sa allontanarsi per ritornare con un bagaglio di immagini del mondo» (Giuseppe Calliari).
Dal 19 novembre 2011 al 30 settembre 2012
Ritorno sul Don 1941-1943: la guerra degli italiani in Unione Sovietica
Le Gallerie Piedicastello, Trento. Da martedì a domenica, ore 9.00-18.00. Lunedì chiuso. Ingresso libero. Diversamente dalle letture tradizionali – dove la campagna di Russia condotta dall’Ottava armata italiana è ridotta alla ritirata alpina del gennaio 1943 – la mostra Ritorno sul Don vuole riprendere la storia di quella sventurata e tragica spedizione nel contesto della “guerra di sterminio” condotta dalle truppe germaniche in URSS.
I video, le fotografie, le mappe collocati nella Galleria nera scandiscono la cronologia di una guerra totale: dall’Operazione Barbarossa scatenata da Hitler con l’obiettivo di annientare l’URSS, all’assedio di Leningrado e Mosca, fino all’offensiva del giugno 1942 che porta le truppe tedesche nel bacino del Don e poi sul Volga, all’assedio di Stalingrado.
Dentro questo grande affresco i visitatori troveranno, come un filo rosso, la guerra degli italiani, dalla partenza del primo contingente, il 10 luglio del 1941, al dolente rientro dei superstiti nella primavera del 1943 dopo la disfatta dell’Ottava armata.
La Galleria bianca si apre con una sezione dedicata alla macchina della propaganda bellica del regime fascista che subito inquieta per la sua violenza e per l’aggressivo antisemitismo.
Dalla propaganda si passa al lascito memorialistico, fiorito copiosissimo nei decenni che seguirono la fine del conflitto. Le sofferte memorie dei reduci spesso testimoniano una travagliata maturazione umana e politica.
L’ultimo tratto della Galleria bianca porta i visitatori nella Russia di oggi: a Mosca, a Voronezh, a Rossosh’, divenuti dopo il 1989 i luoghi del confronto tra opposte memorie, i luoghi della ricerca e di una rilettura di quella che per i russi rimane la “grande guerra patriottica”.