Data: dal 21 ottobre al 13 novembre 2010.
Dove: Auditorium Melotti, Corso Bettini, Rovereto (Tn) (google maps). Orario: ore 21.00. Abbonamenti (3 spettacoli): Intero Euro 30,00 | Ridotto Euro 20,00;
Biglietti: Intero Euro 13,00 | Ridotto Euro 8,00; Speciale Studenti: Euro 5,00 (per studenti delle scuole dell'obbligo e superiori); Agevolazioni: I possessori di Carta In Cooperazione avranno una riduzione del 10% sul prezzo del biglietto e/o abbonamento; Biglietti a prezzo ridotto a favore delle seguenti categorie di pubblico: Studenti universitari (fino a 26 anni) | Anziani (oltre i 65 anni) | Disabili | Associati a circoli ricreativi aziendali; Associazioni culturali con un minimo di 5 sottoscrizioni | Abbonati alla stagione teatrale di Rovereto 2010/2011. Prevendite: Casse Rurali del Trentino in orario di sportello; Casse del Teatro Auditorium e Sociale di Trento dalle ore 10 alle ore 19 dal lunedì al sabato; Solo per gli spettatori provenienti da fuori provincia possibilità di acquisto tramite carta di credito tel 0461.213834 | n. verde 800.013952 (lunedì-sabato h 10-19).
Il giorno del concerto a partire dalle ore 19.30 presso la Cassa dell'Auditorium Fausto Melotti in corso Bettini 43, tel 0464.452540. Info: Centro Servizi Culturali S. Chiara, n. verde 800.013952 (lunedì-sabato h 10-19); Comune di Rovereto, Ufficio Cultura, tel 0464.452253.
Comunicato stampa:
L'edizione 2010 di Itinerari Jazz si apre all'insegna del dialogo fra la tradizione e la ricerca musicale più innovativa. È un interessante approccio, che a ben vedere riflette l'anima più genuina di questa espressione musicale, al tempo stesso “colta” e popolare. Un'anima che ha sempre visto la contaminazione fra tradizione e innovazione, fra vecchio e nuovo. Senza un continuo dialogare non solo fra livelli culturali diversi, ma anche fra espressioni musicali fra loro apparentemente distanti, non ci sarebbe nemmeno ciò che chiamiamo jazz.
Le proposte roveretane di Itinerari jazz provvedono dunque quest'anno, anche più che in passato, a evidenziare questa continua tendenza alla contaminazione, proponendo un percorso affascinante fra i generi, le epoche, i contesti geografici e culturali.
Rovereto è sempre stata una piazza molto attenta e qualificata per il jazz. Quando a Trento ancora non si organizzavano rassegne jazzistiche, qui passavano grandi nomi del panorama internazionale, con concerti che ancor oggi restano nella memoria di molti appassionati. Non c'è dubbio che la rassegna Itinerari Jazz abbia dato alle due città un ulteriore impulso a una maggiore conoscenza di questa musica, con la possibilità di avvicinare alcuni grandi “mostri sacri” e di assistere a eventi di alto profilo.
Tutto questo rappresenta per Rovereto un piccolo grande patrimonio da custodire e potenziare per il futuro, soprattutto nell'ottica di aprire questa città a un respiro più europeo e internazionale, sulla scia di quanto già avviene nell'arte con il Mart o in altre espressioni artistiche (Luisa Filippi - Assessore alla contemporaneità, Comune di Rovereto).
Una delle caratteristiche peculiari della musica afro - americana è quella di attingere linfa vitale dai materiali musicali più diversi e dai mondi sonori più lontani, arrivando a realizzare una sintesi molto originale che, pur contenendo i tratti iniziali specifici, evolve verso forme nuove del tutto inedite. Un festival di jazz è un attore protagonista di questo processo creativo, del quale registra i livelli di evoluzione e la maturazione, come anche le crisi e le regressioni. L'edizione 2010 degli Itinerari Jazz presenta a Rovereto una ricognizione, come sempre a vasto raggio, tra quelle che sono le realtà più significative presenti nel policromo mondo della musica improvvisata. Lo spirito “bluesy” che impregna la musica di John Scofield, la raffinata capacità di raccontare i nostri tempi di Maria Pia De Vito e l'esigenza “creativa” newyorkese del quartetto di Donny McCaslin in bilico tra tradizione e innovazione, ci forniscono un quadro eloquente, seppure contenuto, di come l'elaborazione artistica abbia sviluppato il linguaggio jazz sino alle forme espressive che oggi conosciamo (Vincenzo Costa).
Programma (Prossime date):
21 ottobre 2010
The John Scofield Trio Auditorium F. Melotti, Corso Bettini, Rovereto (Tn). Ore 21.00.
Con John Scofield chitarra, Steve Swallow basso, Bill Stewart batteria.
Questo trio rappresenta una delle cose più riuscite nella pur vasta ed eterogenea produzione di John Scofield. Punto di riferimento dell'esperienza è l'album “This Meet That”, del 2007, in cui il trio in questione, completato da vecchi amici e collaboratori di Scofield come Steve Swallow e Bill Stewart, fungeva da fulcro di un lavoro in cui erano inseriti alcuni brani con strumenti a fiato, che il chitarrista mostrava di modellare assai bene, evocando gli arrangiamenti sontuosi di Gil Evans. Anche nel lavoro in trio si avverte il gusto dell'orchestrazione: negli impasti timbrici ricercati ed eleganti; nell'intreccio delle voci, che procedono in modo indipendente, pur scolpite all'interno di un plastico omogeneo; nell'uso dei contrasti dinamici e timbrici.
I due musicisti che affiancano il chitarrista sono in questo senso quanto di meglio si possa desiderare: Bill Stewart, da molti anni batterista preferito da Scofield, sa portare su un piano integrato la musicalità e la spinta ritmica, con un feeling davvero inconfondibile e imitato da schiere di giovani strumentisti. Steve Swallow, dal suono e dall'idioma inimitabili, porta un'impronta di musicalità pregnante, impegnata a scolpire linee cristalline, ma nel contempo elastiche e rivolte all'esplorazione lirica e genuina.
Il blues, il rock e il soul sono elementi organici nello stile di Scofield, che però porta nel proprio codice genetico anche la raffinata eleganza assorbita nelle iniziali collaborazioni con Gary Burton e Gerry Mulligan, e l'energia audace dell'esperienza con Miles Davis. La sua chitarra, nella quale si avverte forte l'influenza di un maestro come Jim Hall, è oggi parte di una sorta di triumvirato, i cui altri due vertici sono rappresentati da Pat Metheny e Bill Frisell. 5 novembre 2010
Maria Pia De Vito "Mind the gap" Auditorium F. Melotti, Corso Bettini, Rovereto (Tn). Ore 21.00.
Con Maria Pia De Vito voce, Claudio Filippini pianoforte, Roberto Cecchetto chitarra, Luca Bulgarelli contrabbasso, Walter Paoli batteria.
“Mind The Gap” segna una tappa significativa della piena maturità artistica di Maria Pia De Vito. Le tessere del mosaico disegnato dalla vocalist nel proprio percorso, in particolare con i dischi “So Right” e “Diálektos”, ma anche con “Songs From The Underground”, diretto antecedente di questo progetto, giungono qui a unirsi in un quadro polimorfo, quanto ben definito, nelle diverse componenti che alimentano le corde vocali ed emozionali della vocalist napoletana.
Un quadro focalizzato, ma aperto all'enigma: il gap rappresenta la frattura, la sospensione, l'esitazione tra un pensiero e l'altro, tra due emozioni, tra due strade che si aprono, ma che nello stesso tempo si intrecciano in modo tenace. Spazi aperti, nodi allentati si avvertono nel lavoro, in cui la ritmica di Claudio Filippini al piano, Luca Bulgarelli al basso e Walter Paoli alla batteria si muove in un contesto spaziale a più dimensioni, fatto di rimpalli, attese, traiettorie incrociate.
La De Vito ha voluto scommettere sui contrasti e sulla loro congiunzione: da Betty Carter a Björk, da Tim Buckley a Jimi Hendrix e Sidsel Andresen, la vocalist metabolizza queste suggestioni nel proprio stile duttile, di grande temperamento, dalla potenza a tratti spiegata come una vela al vento, ma che sa dirigersi con sensibilità nelle pieghe sottili dell'emozione. Sempre spinta da forte motivazione espressiva, ora volta al disegno melodico, ora impegnata a sperimentare diverse tecniche di emissione e audaci schemi ritmici, è magistralmente affiancata dalla chitarra di Roberto Cecchetto, solista di grandi capacità tecniche ed espressive. 13 novembre 2010
The Donny McCaslin Quartet with Uri Cane Auditorium F. Melotti, Corso Bettini, Rovereto (Tn). Ore 21.00.
Con Donny McCaslin sax, Uri Caine pianoforte, Scott Colley contrabbasso, Antonio Sanchez batteria.
Spesso annoverato tra i sassofonisti più versatili e originali della propria generazione, Donny McCaslin ha avuto modo di mettere in luce il proprio valore di leader in alcuni album dove dimostra eccellenti doti anche nella composizione e nell'organizzazione di gruppo. Nel disco “Recommended Tools”, del 2008, ha affrontato la formula del trio con sezione ritmica senza pianoforte, l'organico reso celebre da Sonny Rollins con la Freedom Suite. Prova decisamente senza rete per un sassofonista, dove McCaslin ha messo in risalto la propria sottigliezza timbrica, la fluidità di un'invenzione che spesso si libera dalle costrizioni armoniche, la propensione a percorrere tracciati impervi, ma sempre consapevoli. Nel più recente “Declaration” ha apparecchiato geniali arrangiamenti per organico allargato, sulle tracce di Bob Brookmeyer e di Maria Schneider, mostrando pure una fine propensione alle melodie di pregevole disegno.
Componente egli stesso dell'orchestra di Maria Schneider, McCaslin ha guadagnato con quell'organico una nomination ai Grammy Awards del 2004, nella categoria dei migliori assoli strumentali di jazz.
Dal 2005 è subentrato a Chris Potter nel quintetto di Dave Douglas, senza dare modo di rimpiangere l'apprezzato sassofonista di Chicago. Lo abbiamo ascoltato con quello splendido gruppo lo scorso anno a Rovereto, in alcuni scambi formidabili con la tromba del leader e con il piano di Uri Caine. Proprio quest'ultimo pianista, figura di punta del jazz contemporaneo, sarà nel quartetto in scena quest'anno, completato da altri due solisti d'eccezione, come il contrabbassista Scott Colley e il batterista Antonio Sanchez, già suoi collaboratori in precedenti registrazioni, tra cui “Declaration”, tandem ritmico affiatato e sensibile.
Proposta vacanza nell'ambito di Itinerari Jazz (Informazioni nella scheda dell'APT Rovereto e Vallagarina).