Cosa fare nel pre e dopo spettacolo? Consulta la sezione ristoranti/pub. In primo piano le schede de Boivin (Levico Terme) e Castel Pergine (Pergine Valsugana).
Alessandro Politi, il 1 settembre (Foto dal sito ufficiale)
Linguaggi
Mediterraneo tra integrazione e conflitto. Nove appuntamenti per lanciare uno sguardo a 360 gradi sul Mediterraneo di oggi e di ieri, ai suoi equilibri, le sue potenzialità e i suoi nodi irrisolti. Dove: Rovereto (Tn). Ingresso: gratuito, prenotazione obbligatoria sul sito del festival. Nota: Gli incontri sono condotti da Luisa Chiodi, direttrice dell'Osservatorio Balcani e Caucaso, e Paola Rosà. Info: 0464/431660. E-mail:festival@orienteoccidente.it Sito ufficiale: www.orienteoccidente.it
Melita Richter Sala Conferenze del Mart, Corso Bettini, Rovereto (Tn). Ore 11.00. Tra sradicamenti e accoglienze: sguardi riflessi delle donne immigrate. Vurujan Vosganian Sala Conferenze del Mart, Corso Bettini, Rovereto (Tn). Ore 17.00. Il Mediterraneo dei fantasmi e dei sussurri. Il genocidio degli Armeni con Varujan Vosganian. 11 settembre 2011
Fabio Salomoni Sala Conferenze del Mart, Corso Bettini, Rovereto (Tn). Ore 11.00. Dalla Turchia che cambia. Oltre l'Oriente e l'Occidente?. Lucia Goracci Sala Conferenze del Mart, Corso Bettini, Rovereto (Tn). Ore 17.00. Il Mediterraneo dei diritti, 10 anni dopo l'attacco alle Torri Gemelle: le rivoluzioni arabe, migliore risposta al terrorismo. Attenzione: Cambio di programma per domenica 11 settembre alla sezione “Linguaggi” di Oriente Occidente dove a causa di impegni non dipendenti dalla loro volontà non potranno essere presenti né Lucia Goracci (trattenuta in Libia dall’evoluzione degli eventi bellici) né Fabio Salomoni.
Al loro posto interverranno invece Alberto Tetta e Fausto Biloslavo.Il primo sarà alla Sala Conferenze del Mart, domenica 11 settembre alle ore 11, con un intervento dal titolo “La Turchia che cambia. Oltre l'oriente e l'occidente?”. Con lui dialogherà la direttrice dell’Osservatorio Balcani e Caucaso Luisa Chiodi.
La Turchia rappresenta forse il più eclatante esempio delle trasformazioni in corso nel bacino del Mediterraneo. Posta a cerniera, geografica e culturale, tra Oriente e Occidente ha sempre guardato a ovest soprattutto nella ricerca di una propria modernità, non priva di contraddizioni. Tra queste anche una certa marginalizzazione degli elementi orientali, che affondano le proprie radici nel passato ottomano e nell'identità religiosa e culturale del paese. Ora quegli aspetti della Turchia ritornano ad essere elemento vivo nella società. Un tentativo di recuperare quanto fino ad ora era stato rimosso ha trovato la sua espressione più manifesta nell'ascesa politica del partito islamico AKP. Siamo di fronte al tentativo di integrare e forse superare le tradizionali categorie di Oriente e Occidente?
Alberto Tetta è giornalista freelance e corrispondente per Osservatorio Balcani e Caucaso da Istanbul. Collabora con Rainews, Radio Popolare, Radio Radicale, L'Unità, Terra, Left-avvenimenti, Peacereporter, Redattore Sociale e con l’agenzia turca Bianet. Vive in Turchia dal 2005 e parla correntemente il turco.
Parlerà invece di “Libia: la guerra alle porte di casa” Fausto Biloslavo che dialogherà con il giornalista RAI, Raffaele Crocco alla Sala Conferenze del Mart, sempre domenica 11 settembre (ore 17). Giornalista di guerra, triestino, nato nel 1961, Biloslavo scrive per il quotidiano Il Giornale ed il settimanale Panorama. Collabora anche con altre testate come Il Foglio ed i telegiornali Mediaset.
Il suo battesimo del fuoco è un reportage durante l'invasione israeliana del Libano nel 1982. A Trieste fonda l'agenzia di free lance Albatross press agency e negli anni Ottanta copre le guerre dimenticate dall'Afghanistan, all'Africa, fino all'Estremo Oriente.
Nel 1987 viene catturato e tenuto prigioniero a Kabul per sette mesi, dopo un reportage con la resistenza afghana contro l'Armata rossa. Rilasciato grazie all'intervento del capo dello Stato, Francesco Cossiga, torna in Afghanistan, dove un camion militare lo travolge riducendolo in fin di vita. Segue in prima linea i conflitti peggiori, come il genocidio in Ruanda e nei Balcani racconta tutte le guerre dalla Croazia, alla Bosnia, fino all'intervento della Nato in Kosovo e la guerriglia in Macedonia. Nel 1997 ottiene il rilascio del fotografo Mauro Gallegani rapito in Cecenia. Nel 2001 è uno dei primi giornalisti ad entrare a Kabul liberata dai talebani e nel 2003 segue al fianco delle truppe alleate l'attacco all'Iraq fino alla caduta di Baghdad. Dall'inizio della rivolta trascorre 45 giorni in Libia raccontando sui Tg Mediaset l'intervento della Nato. Scrive per Il Giornale, Il Foglio e Panorama.
Si è sposato nel 1999 con Cinzia e dalla loro unione è nata Beatrice. Biloslavo ha pubblicato due libri sui suoi reportage di guerra ("Prigioniero in Afghanistan" - Sugarco e "Le lacrime di Allah" - Mondadori). Oltre al libro fotografico “Gli occhi della guerra” (2007) sui conflitti dagli anni ottanta ad oggi. In 28 anni di lavoro, sui fronti più caldi del mondo, ha scritto oltre 4000 articoli.