Arditodesìo (Trento): L’uomo non deve morire. La stanza di dentro

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Data: da Sab. 31 marzo a Dom. 01 aprile 2012
Dove: Teatro Portland, via Papiria, Trento.
Orario: ore 21.00 / domenica ore 10, con colazione

PROGETTO MALE DI ESSERE: Un gemellaggio teatrale attorno ai temi della contemporaneità del malessere / Marco Di Stefano/Teatro della Cooperativa /// Michele Ciardulli/Arditodesìo.

Thomas, il protagonista della storia, è un ragazzo di venticinque anni che da dieci si è chiuso nella sua stanza. Un giorno, dopo essersi fatto male a un dito è costretto ad uscire per andare dal medico. Al ritorno tenterà di chiudersi di nuovo nel suo mondo ma tutto sarà diverso. Il pubblico guarderà lo spettacolo come dal buco della serratura, lo spazio sarà disordinato, pieno di libri e di carta stracciata o appallottolata. La sua stanza è circondata da pareti trasparenti che delimitano lo spazio e sulle quali verranno proiettate le immagini che il protagonista girerà all’interno registrando i pensieri come in un diario. Nell’ultimo secolo l’uomo è riuscito a raggiungere risultati insperati, il progresso ha portato un miglioramento della qualità della vita, la medicina può curare con semplicità malattie prima considerate pericolose, il corpo è stato scandagliato e studiato in tutti i suoi particolari, possiamo modificarlo e sostituirne delle parti. Nella vita quotidiana, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, possiamo facilmente contattare o essere contattati, raggiungere in poco tempo informazioni di qualsiasi tipo. Eppure qualcosa sembra andato perso. Per la prima volta le tecnologie sono più evolute dell’uomo che le usa. Qualsiasi verità diventa relativa e dare un significato alla propria vita diviene uno sforzo esclusivamente individuale. Nascono nuove malattie legate al male di vivere che colpiscono prevalentemente le nuove generazioni disperse tra un’alto tasso di competitività e società sempre meno a misura d’uomo. Tra queste c’è la sindrome di Hikikomori che in giapponese vuol dire “stare in disparte, isolato”. In inglese si dice “Social withdrawal”, ritiro sociale. Negli ultimi anni questa malattia, nata nella società orientale, si sta diffondendo in America e in Europa. Thomas è affetto da questa malattia. Può sembrare un caso isolato la sua storia, quella di uno su un milione o può essere invece il termometro di un’intera società affetta da un male che in lui si esplicita alle estreme conseguenze.


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