Balletto Civile/Fondazione Teatro due e Pier Francesco Pisani: L'amore segreto di Ofelia

Una scena dello spettacolo (Foto dal sito ufficiale)
Una scena dello spettacolo (Foto dal sito ufficiale)
Data: Mer. 04 aprile 2012
Dove: Teatro Cuminetti, via S. Croce, Trento
Orario: ore 21.00
Note: Intero € 13,00; Ridotto generico € 11,00; Ridotto newsletter € 10,00 (lasciando il tuo indirizzo email alla Scuola riceverai via mail il buono per ottenere il biglietto ridotto per gli spettacoli); Ridotto studenti universitari e allievi di scuole di teatro € 9,00; Allievi Scuola di Teatro € 5,00
Sito web: www.teatroportland.it

Rassegna "TrentOOltre 2011/12".
Spettacolo d
i Steven Berkoff. Ideazione e messa in scena Michela Lucenti e Maurizio Camilli. Scrittura fisica Michela Lucenti. Drammaturgia sonora Maurizio Camilli. Con Michela Lucenti e Maurizio Camilli. Voce di Gertrude Elisabetta Pozzi.

La vicenda del Principe di Danimarca e della sua amata Ofelia è nota.
Steven Berkoff parte da questa e con un esperimento teatrale ricostruisce un loro segreto e ipotetico rapporto epistolare. Un pretesto per scandagliare i silenzi e le domande senza risposta di questo grande testo.
Trentanove lettere, brevi monologhi che come in un inesorabile conto alla rovescia esplorano i meandri della relazione fra i due personaggi che Shakespeare suggerisce solamente.
Un linguaggio carnale temperato con la tenerezza e l’ironia che si svolge fra immagini di amore cortese, desiderio sessuale e premonizioni della futura tragedia.
Quello che ci stimola in questa sfida è di rendere queste parole corporee, parole che esprimono passioni del tutto contemporanee, costruire una drammaturgia fisica sfruttando la complicità e l'alternanza del rapporto epistolare, parole e gesti che si infilano, si sovrappongono, costruiscono immagini e emozioni, una recitazione sottratta, con la parola che diventa un vomito un pretesto per creare una partitura fisica figlia dello stato interiore che stanno vivendo, senza perdersi in motivazioni psicologiche da addurre alla follia, solo l'uso furioso di corpi incastrati in un sistema, che vorrebbero liberarsi dalle trame delle tumultuose vicende ambientate ad Elsinor.
Due creature due universi sotto un microscopio emotivo.
La tensione verso l'altro, la tensione uomo donna, tutta svolta dentro di se.
Lo " spazio corpo" come risuonatore di un desiderio, il corpo gabbia dell'energia e dell'azione
e lo spazio scenico anche quello una gabbia per due criceti sulla ruota.
Un' entomologia del desiderio, tradotta in un 'azione fisica instancabile, scomposta, compressa.
Due pensieri solitari e inquieti, tradotti in fiumi di parole densi come lava, i loro contatti solo pochi attimi e sotto gli occhi dei padri.
Il testo di Berkoff ricostruisce un segreto e ipotetico rapporto epistolare tra Amleto e Ofelia. Questa visione della messa in scena è applicata alle trentanove lettere che compongono il testo di Berkoff, brevi monologhi che, come in un inesorabile conto alla rovescia, esplorano gli intimi segreti della relazione fra i due personaggi che Shakespeare sembra solo accennare. Con la scrittura fisica di Michela Lucenti, in scena insieme a Maurizio Camilli, l’epistolario “erotico” di Amleto e Ofelia diventa un pretesto per scandagliare i silenzi e le domande senza risposta di questo grande testo. Con un linguaggio carnale che intreccia immagini di desiderio sessuale e premonizioni della futura tragedia, le parole si fanno corporee, costruendo una drammaturgia fisica figlia dello stato interiore dei due amanti. Senza perdersi in motivazioni psicologiche da addurre alla follia, Amleto e Ofelia non possono che fare un uso furioso dei propri corpi. “Abbiamo cercato di assumere quelle parole fisicamente – afferma Maurizio Camilli – tentando di farle diventare immagini, visioni. Vogliamo che la danza diventi un linguaggio intercambiabile alla parola, che il corpo sia a volte terrigno, altre più aulico, poetico e immaginativo.” Il sogno segreto di Ofelia è di vivere, di vivere bene, e nel carteggio ricorre il tentativo di trasformare il sogno in realtà, col conseguente dolore dato dall’impossibilità di concretizzarlo. In tal senso precisa Michela Lucenti: “Quando si scrive una lettera ci si immagina il destinatario senza averlo davanti, non è un dialogo vero e proprio ma una sorta di viaggio all’interno dell’inconscio, un viaggio solitario in cui immaginiamo di incarnare la parola direttamente. Noi lavoriamo non tanto alla visione che hanno Ofelia e Amleto nel momento della scrittura o della lettura, ma alla visione inconscia che può avere uno spettatore nel sentire queste parole.” Lo spettacolo si snoda in un susseguirsi di immagini poetiche, create dal programma luci di Pasquale Mari e dallo spazio scenico materico di Alberto Favretto, voci e corpi diventano tramiti e destinatari inesorabili di amore e morte. La compagnia Balletto Civile, creata nel 2003 da Michela Lucenti, residenza artistica presso la Fondazione Teatro Due, crea spettacoli singolarissimi con un nuovo stile di “movimento narrativo”, creazioni che hanno fatto di questa compagnia una delle più originali oggi presenti in Italia.


Evento segnalato da Portland - Nuovi orizzonti teatrali

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