120 chili di jazz

Evento segnalato da Teatro di Meano
- (Foto dal sito ufficiale)
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Data: Ven. 05 aprile 2019
Dove: Teatro di Meano, Via delle Sugarine 22, Meano (Tn)
Orario: ore 20.45
Note: Info n. 0461.511332 (mar-ven 17-20 e sab 10-13), info@teatrodimeano.it

Il sipario sulla programmazione teatrale 2018-2019 del Teatro di Meano si chiude con l'esibizione di un attore, regista e drammaturgo teatrale argentino: César Brie, interprete e scrittore dello spettacolo 120 chili di Jazz che andrà in scena venerdì 5 aprile 2019 alle ore 20.45.

César Brie sarà il protagonista dell'ultimo spettacolo della rassegna teatrale presente al Teatro di Meano venerdì 5 aprile 2019 alle ore 20.45, con lo spettacolo 120 chili di jazz.

Tra Italia, Argentina e Bolivia César Brie ha raccontato storie e creato spettacoli le cui chiavi di accesso erano e sono il potenziale della separatezza, l'extraterritorialità e la voluta ed esibita marginalità.  César Brie, nato a Buenos Aires, arriva in Italia a soli 18 anni e fonda la Comuna Baires. Nel 1975 lascia la Comuna e crea a Milano il Collettivo teatrale Tupac Amaru. Dal 1981 al 1990 lavora insieme a Iben Nagel Rasmussen nel Gruppo Farfa e poi nel Odin Teatret di Danimarca nelle vesti di autore, regista e attore. Nel 1991, fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes con cui ha creato spettacoli che partono dalla storia o dai classici ma calati profondamente nell'attualità: una serie di lavori esemplari destinati a girare il mondo.
Gli spettacoli di César Brie parlano costantemente della realtà ma in una dimensione poetica ed evocativa, riescono a toccare il livello emotivo da una parte, quello etico e civile dall’altra.
Con lo spettacolo 120 chili di jazz, César Brie decide di parlare dell'amore in tre sue diverse sfaccettature: l'amore non corrisposto per una donna, l'amore per il jazz e l'amore per il cibo.
Ciccio Méndez, protagonista dello spettacolo, vuole entrare a una festa per vedere la sua innamorata (che non sa di esserlo). Decide così di fingersi contrabbassista del gruppo jazz che allieterà la serata. Méndez non sa suonare il contrabbasso, ma con la sua voce da uomo delle caverne imita alla perfezione il suono delle corde. Dovrà riuscire a sostituire il vero contrabbassista del gruppo e a nascondere a tutti la propria incapacità di suonare lo strumento. È proprio Ciccio Méndez ad incarnare questi tre lati dell'amore: l’amore non corrisposto per una donna per la quale si finirebbe all'inferno; l’amore per il jazz, che aiuta Ciccio Méndez a sopportare la sua immensa solitudine, e l’amore per il cibo infine, nel quale Ciccio trova brevi e appaganti rifugi e consolazioni.
César Brie racconta apertamente che Ciccio Méndez non è mai esistito e che l'immaginazione nel creare questo personaggio nasce dalla cattiva abitudine di due amici robusti che ha perso di vista, i quali, seduti ai suoi fianchi in una classe del Colegio Nacional Sarmiento a Buenos Aires, gli facevano fare la parte del prosciutto nel panino, schiacciandolo in mezzo a loro.

Informazioni:
www.teatrodimeano.it


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