La Locandiera - Esprit de pomme de terre

Evento segnalato da Teatro di Meano
- (Foto dal sito ufficiale)
- (Foto dal sito ufficiale)
Data: Ven. 11 gennaio 2019
Dove: Teatro di Meano, Via delle Sugarine 22, Meano (Tn)
Orario: ore 20.45
Note: Info n. 0461.511332 (mar-ven 17-20 e sab 10-13), info@teatrodimeano.it

Stagione in abbonamento, teatro professionale.

Produzione ariaTeatro, Compagnia dell’Arpa, TeatroE, Compagnia Décalé / Liberamente ispirato da La Locandiera di Carlo Goldoni / Scritto da Andrea Saitta / Con Roberta Lionetti, Dario Battaglia, Ivan Graziano e Norman Quaglierini / Scene e costumi Alessandra Bruno / Ricerca musicale Andrea Saitta / Regia Andrea Saitta.

Spettacolo vincitore del Festival Internazionale di regia “Fantasio” 2017.

La Locandiera – Esprit de pomme de terre dopo aver debuttato al Teatro di Villazzano arriva anche al Teatro di Meano venerdì 11 gennaio 2019 alle ore 20.45 e al Teatro di Pergine sabato 12 gennaio alle ore 20 (quest’ultimo è un evento riservato agli under30) ad un anno dalla sua nascita. Sì, perché un anno fa Andrea Saitta, il regista dello spettacolo, vinceva con lo studio di questo spettacolo l’edizione 2017 del Festival Internazionale di regia teatrale Fantasio.
Lo studio vincitore ha portato a una coproduzione tra TeatroE, ariaTeatro, Compagnia dell’Arpa e Compagnia Decalé (quest’ultime due realtà siciliane) e alla produzione dell’intero spettacolo. In scena una Mirandolina muta interpretata da Roberta Lionetti e i personaggi maschili interpretati da Norman Quaglierini, Ivan Graziano e Dario Battaglia pronti a far rivivere il grande classico di Carlo Goldoni – La Locandiera – seguendo però lo stile di Andrea Saitta tra clownerie, mimo e danza.
Il lavoro si è concentrato e si sviluppa soprattutto su due aspetti: il passaggio dalla commedia dell’arte al dramma borghese che Goldoni inizia con La Locandiera, quindi la profondità dei personaggi che non sono più legati all’improvvisazione e allo stereotipo delle maschere, ma iniziano ad avere una psicologia e un percorso emotivo; e la sfida di rappresentare il testo partendo dal corpo inserendo il mimo, la danza e il clown teatrale. La performance si sviluppa in una serie di scene, dal ritmo molto serrato e dalla linea comica che, con precisione matematica, rapisce lo spettatore portandolo all’interno di un mondo fatto di silenzi, sguardi e risate.
Il Marchese nel primo atto di questo libero adattamento dichiara: “Una Mirandolina muta! Ahaha non oserebbe tanto neanche il più spettinato dei capocomici in teatro…” e invece la chiave di lettura del regista è proprio tutta lì. Mirandolina, infatti, senza dire una parola, conserva la sua forza e l’indipendenza tipica di una donna moderna; resta immutata invece la storia del capolavoro di Goldoni. Un modo per far rinascere un grande classico italiano rivisitandolo in chiave contemporanea.

Informazioni:
www.teatrodimeano.it


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