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Fucina Arte Sella - Fucina Madre

Evento segnalato da Arte Sella
- (Foto dal sito ufficiale)
- (Foto dal sito ufficiale)
Data: Sab. 28 luglio 2012
Dove: Malga Costa - Valle di Sella (Tn)
Orario: Ore 17.00 e 19.30
Note: Ingresso € 18,00 / Prenotazione obbligatoria al numero 0461-751251

Sabato 28 luglio si rinnova l’appuntamento con la Fucina di Arte Sella: un nuovo viaggio sospeso fra musica, parole e voci dal bosco.

Ritorna sabato 28 luglio, l’atteso appuntamento con la Fucina, “officina” di Arte Sella che ogni anno cambia pelle grazie al contributo creativo degli artisti, impegnati a lavorare per un’intera settimana fianco a fianco nella natura costellata di opere d’arte della Valle di Sella (Trentino). Nata nel 2005 sotto la guida del violoncellista Mario Brunello, la Fucina è un esperimento che coniuga il desiderio di accendere nuove inedite alchimie fra le arti e di “frantumare” i confini che normalmente dividono il pubblico dallo spazio del palcoscenico. La consuetudine vuole che dopo qualche giorno di vita in comune, dopo aver condiviso stimoli, camminate e ore di prove insieme, gli artisti incontrino il pubblico: volutamente non si usano microfoni e amplificatori, volutamente l’esperienza dell’incontro fra musica, parole e natura, si diffonde senza mediazioni.

Quest’anno il racconto corale della Fucina 2012 si sviluppa in due concerti speciali, alle ore 17.00 e alle ore 19.30. Il violoncello, il violino, la viola di Mario Brunello, Marco Rizzi e Danilo Rossi, tesseranno un dialogo con le voci di alcuni dei più importanti nomi della musica lirica contemporanea: Marina Bartoli, Razek Francois Bitar e Alberto Allegrezza. Una prima assoluta nazionale per questa formula inedita della Fucina, che affida alla regista e attrice Sista Bramini, anima della compagnia O Thiasos – Teatro Natura, l’ideazione di una drammaturgia ispirata alla figura archetipica della madre, la regia delle voci, della narrazione e della musica.
Fucina Arte Sella - Fucina Madre ruoterà attorno alla figura di Niobe – madre di sette figlie e di sette figli la cui sofferenza racchiude in sé sforzo e sopportazione, ma anche un misterioso desiderio di ribellione. Platone stesso nomina Niobe come “Prima Donna”, “Madre primordiale del genere umano”, che porta qualcosa di eterno nella forma umana dell’esistenza. Ad accompagnare il racconto, la trama sonora dello Stabat Mater nella versione realizzata nel 1985 dal compositore estone Arvo Pärt: una rivisitazione in chiave minimalista per soprano, controtenore, tenore, violino, viola e violoncello di un brano con il quale si sono confrontati musicisti come Pergolesi, Vivaldi, Rossini e che ha saputo restituire nei secoli la spiritualità dell'occidente, trascendendo le proprie origini legate alla cristianità. Una musica di sofferenza, fatta di note, ripetizioni melodiche elementari, sequenze ritmiche ipnotizzanti, poche tonalità, niente modulazione e infiniti silenzi che conferiscono a questa partitura un carattere misterioso e struggente.
A spezzare, con un tocco di archetto, il nucleo intenso e drammatico della narrazione principale, la levità del Divertimento per violino, viola e violoncello in mi bemolle maggiore K. 563, raffinato ed impegnativo trio per archi composto da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1788 che suggellerà il passaggio dal giorno alla notte, fra le prime stelle della sera e la danza scomposta delle fiaccole nell’aria trasparente della montagna.

Marina Bartoli: Nata a Mantova e cresciuta ad Imperia, si è accostata alla musica attraverso lo studio del pianoforte. Dopo essersi diplomata in Canto presso il Conservatorio di Padova ed aver vinto diverse Borse di studio, ha perfezionato i suoi studi presso la “Schola Cantorum” di Basilea sotto la guida di Gerd Türk ed Evelyn Tubb e presso la “Hochschule für Musik und Theater” di Zurigo sotto la guida di Kathrin Graf. Appassionata di teatro corporeo, ha seguito corsi di mimo/maschera. Dal 2003 ha tenuto concerti in Italia (Festival Barocco di Viterbo, Società del Quartetto di Milano, Festival Monteverdi di Cremona, Sagra MusicaleMalatestiana di Rimini, Roma Festival Barocco) in Svizzera, Francia, Austria, Spagna e Germania. Ha cantato sotto la direzione di molti Direttori (Claudio Scimone, Gustav Leonhardt, Mario Brunello, Philippe Herreweghe, Bob Van Asperen, Alan Curtis, Thomas Hengelbrock, Ingo Metzmacher) e collabora con vari gruppi ed orchestre specializzate nell’esecuzione della musica antica (La Risonanza, L’Accademia Bizantina, La Venexiana, L’Arte dell’Arco, Il Complesso Barocco).

Razek Francois Bitar: Nato ad Aleppo in Siria, laureato nel 2001 in canto e organo al conservatorio Superiore di Damasco, si è formato con il 1° soprano siriano Araxe Tchekijian e diplomato in canto al conservatorio N. Paganini di Genova in Italia, sotto la guida di Carmen Vilalta nel 2003. Debutta nel 1996 eseguendo lo Stabat Mater di Pergolesi con l'Orchestre de Chambre de Damas a Damasco e Aleppo. Fra il 2003 e 2004 ha cantato lo Jefte di Haendel a Ginevra, e ha interpretato Ramiro ne La finta giardiniera di Mozart a Genova, La Spezia e Saint-Malo in Francia. All'inizio del 2007 ha debuttato nell'Orfeo di Gluck con il regista Graham Vick nei teatri di Ravenna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Pisa.

Alberto Allegrezza: Tenore, nato a Corinaldo, in provincia di Ancona nel 1975, segue un suo personale percorso come cantante, autore, attore e strumentista. Si è diplomato in flauto dolce studiando con Paolo Faldi nel dipartimento di musica antica del conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza. Ha seguito corsi con David Doron Sherwin, Sergio Balestracci e con Dan Laurin. Collabora con gli attori e registi Riccardo Perraro, Mario Mattia Giorgetti, Pier Giorgio Piccoli, Titino Carrara e Annalisa Peserico, Renato Stanisci. Svolge un’intensa attività concertistica sia in veste di strumentista, che di attore e di cantante.

TeatroNatura O Thiasos: Sotto la direzione artistica di Sista Bramini, TeatroNatura O Thiasos si concentra dal 1992 sulla ricerca delle relazioni tra arte drammatica e coscienza ecologica, fra tecnica teatrale e ambiente naturale. Ogni spettacolo nasce in stretta relazione con l’ambiente che lo ospita, come un abito disegnato su misura. Un torrente, un bosco, la cima di una collina, una grotta danno significato ad ogni azione e movimento sulla scena. E’ il luogo a suggerire indicazioni sulle azioni da compiere, sull’intensità e qualità della voce, sulla scelta di materiali da utilizzare, i colori dei costumi, sull’ideazione registica. La struttura del testo e della musica interagiscono con il paesaggio, arrivando a sfiorare la situazione in cui uomo e natura, in quasi perfetto equilibrio, riconoscono la loro reciproca appartenenza. Il progetto di ricerca TeatroNatura ha attualmente dato vita a numerose ricerche, rassegne teatrali, laboratori e spettacoli, presentati in parchi, riserve naturali, festival e aree da valorizzare, su tutto il territorio nazionale. O Thiasos Teatro ha vinto il prestigioso premio Europarc - Federazione internazionale Parchi d’Europa, per il miglior progetto di interpretazione ambientale del territorio.


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