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Note di libertà

Notizia segnalata da Comune di Riva del Garda
Grande partecipazione, sabato 26 gennaio al Palazzo dei Congressi di Riva del Garda....

Grande partecipazione, sabato 26 gennaio al Palazzo dei Congressi, a «Note di libertà», seconda edizione di una serata dedicata alla Giornata della Memoria, con letture della storica Maria Luisa Crosina e la musica del Corpo bandistico Riva del Garda diretto dal Mo. Mario Lutterotti, il coro Anzolim de la Tor diretto dal Mo. Giuseppina Parisi, Francesco Maria Moncher al pianoforte e la voce della soprano Maria Pia Molinari.

L'iniziativa si è confermata un momento di grande intensità e significato, in cui la città di Riva del Garda ha ricordato una delle più indicibili tragedie del Novecento, guidata da una voce autorevole e appassionata quale quella della prof.ssa Maria Luisa Crosina, storica autrice di importanti studi sulla Shoah nonché del libro «Le storie ritrovate. Ebrei nella provincia di Trento (1938-1945)», edito nel 1995 dalla Fondazione Museo Storico del Trentino. Notevole la partecipazione e il gradimento del pubblico, e suggestiva la presenza sul palco di una rappresentanza intergenerazionale della città: dalla Evelyn, piccola corista di appena 6 anni di età, a Renzo Calliari, classe 1924, premiato lo scorso 26 dicembre a Trento (in occasione del Gran Concerto di Natale all'Auditorium Santa Chiara) «per i suoi primi 80 anni di ininterrotta attività bandistica».

Per l'Amministrazione comunale ha preso parte alla serata l'assessore Alessio Zanoni, che ha parlato del tempo presente come di «un'epoca opaca, la più distante da quei valori che settant’anni fa, dalle ceneri del peggior conflitto mondiale e dalla mostruosità dell’Olocausto, hanno generato la nostra democrazia, la nostra Costituzione e hanno dato origine alla Carta Universale dei Diritti dell’Uomo».

«C’è una frase che in questi giorni mi torna spesso alla mente -ha detto l'assessore Zanoni- e che riassume queste preoccupazioni. Una frase di Primo Levi che recita così: “I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere davvero pericolosi. Sono più pericolosi gli uomini comuni… quando si lasciano convincere con strumenti diversi dalla ragione, e si lasciano trascinare da capi carismatici. Dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà”. Da qui il mio invito a essere buoni testimoni di Memoria. Di questa Memoria. Perché oggi se ne sente davvero tanto bisogno».



Pubblicato il 29 gennaio 2019
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