Di Peter Watkins (1959, 17′)
The Diary of an Unknown Soldier racconta l’ultimo giorno di vita di un giovane soldato britannico inviato in Francia durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1916. Watkins libera la camera dai vincoli del punto di vista fisso: il dispositivo filmico diventa un “partecipante” dell’azione, seguendo i soldati nei momenti più intensi e sporchi, e generando un effetto quasi da cinegiornale. L’uso innovativo del framing, come la chiusura dello spazio vuoto sopra la testa dei personaggi, costringe lo spettatore a fissare lo sguardo sulle persone e sulle loro emozioni, aumentando l’impatto della scena. Il film vinse un premio nella competizione “Ten Best Amateur Films” del 1959, e rimane oggi un esempio chiave della capacità di Watkins di trasformare vincoli tecnici in un linguaggio cinematografico originale e profondamente umano.
Informazioni complete in:
www.festivalcinemazero.it
Evento segnalato da HarpoLab