L'Apocalisse degli animali (o il Banchetto dei Giusti)

Evento segnalato da
- (Foto Gianfranco Sigismondi)
- (Foto Gianfranco Sigismondi)
Data: Dom. 13 maggio 2012
Dove: Teatro Puccini, Merano (Bz)
Orario: ore 20.30

Teatro Casa Basaglia / regia e drammaturgia di Nazario Zambaldi / con Oswald Pertramer, Luciano Gschnell, Marlis Kuprian, Roland Kerschbaumer, Kira Cacco,
Gianpietro Amadio, Brigitte Cindamo, Evi Gstrein, Lorenzo Toresini, Nazario Zambaldi / costumi di Nadia Simeonova / suoni di Stefano Bernardi / anteprima.


Il Teatro Casa Basaglia, laboratorio teatrale presso la Casa Basaglia di Sinigo, diretto dal 2004 da Nazario Zambaldi, è cresciuto sia nella creazione di uno spazio di agio, luogo umano presso la struttura psichiatrica meranese, sia come compagnia teatrale che coinvolge al di là dei ruoli una parte dei partecipanti al laboratorio. A sette anni dal primo spettacolo, "NO (A story of Wall Street", andato in scena al Teatro Puccini il 13 maggio del 2005, il Teatro Casa Basaglia torna nello stesso teatro.
In questi anni il muro di quella strada, un muro "di fuori" e "di dentro", è crollato. Attraverso la Città di Smerlado del progetto "OZ", era inizaiata quest'opera, proseguita con performances come "Scandalo!", "Uova in camicia", "Se mi lasci non vale", quindi con lo spettacolo "La Torre (stagioni)" ispirato agli ultimi anni di vita del poeta Friedrich Hölderlin.
Oltre alle ripetute partecipazioni ad Asfaltart! festival di taetro di strada e a PSA Pergine Spettacolo Aperto, il Teatro Casa Basaglia è stato ospite a Bologna dell'Università, nella Stagione de "La Soffitta", presso il MAMbo, Museo d'arte moderna e presso l'Accademia di Belle Arti, infine nella stagione del Teatro Metastasio di Prato, Teatro Stabile di Toscana.

Il nuovo spettacolo, in due anni di lavoro, indaga il rapporto tra uomo e animale, in particolare nella testa, il "capo".
Capovolgendo le gerarchie a partire da una miniatura conservataa all'Ambrosiana di Milano, in cui i Giusti seduti al Banchetto, alla Fine dei Tempi, hanno testa d'animale.
Spesso quanti soffrivano psichicamente venivano esclusi dall'umano, per essere paragonati agli animali.
Oltre questa separazione lo spettacolo sposa il punto di vista di una follia che consente quel doppio sguardo, che è suo rovesciamento, consentendo anche la comprensione profonda delle cose, ovvero di "parlare la lingua degli uccelli".


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