Ispirata a L’usignolo di Hans Christian Andersen / con Mirjam Schiavello, Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci / regia, ideazione scene e costumi Giacomo Ravicchio / testo Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci e Giacomo Ravicchio / musiche originali Andrea Chenna / luci Emanuele Vallinotti / realizzazione costumi Roberta Vacchetta / realizzazione scene Alice Delorenzi / coproduzione Fondazione TRG – Unione Musicale Onlus
Scappo a teatro
Il grande imperatore della Cina scopre che, di tutte le meraviglie del suo regno, la più invidiata al mondo è il canto di un usignolo che vive ai margini del suo immenso giardino. Quando l’imperatore riesce finalmente ad ascoltare il canto di quel meraviglioso uccellino, si commuove di tanta bellezza e fa rinchiudere l’usignolo nelle preziose stanze del suo palazzo. Un giorno, però, dal Giappone gli viene offerto in omaggio un uccellino meccanico capace di cantare con perfezione inaudita. Il nuovo arrivo soppianta l’usignolo nelle grazie dell’Imperatore e il piccolo animale vola via, senza fare più ritorno. Col tempo il nuovissimo uccellino meccanico, con la sua ripetuta perfezione, non riesce più a colmare la nostalgia per quel canto naturale, unico e inimitabile dell’usignolo e finisce un giorno per rompersi. Il grande Imperatore si ammala così di una tristezza inguaribile che lo porta sul punto di morire, quando improvvisamente l’usignolo torna a fargli vista cantando per lui da un ramo del suo giardino. L’imperatore ritrova in quel canto e in quel gesto gratuito il gusto per la vita e per la bellezza più autentica.
La trama delicata e limpida della fiaba di Andersen ha ancora oggi la forza di tracciare percorsi tematici di sorprendente attualità. L’usignolo che dà il titolo al racconto è paradigma di natura e bellezza, di meraviglia autentica, di vitalità. Ma il racconto suggerisce che sarebbe un errore accontentarsi di un ideale ingenuamente romantico. Il canto dell’usignolo è un ideale di bellezza che non vuole competere con le meraviglie del palazzo imperiale e non si oppone neanche all’ingegno
tecnologico. Commuove e incanta perché è diverso, libero e accessibile. È una bellezza che non avviamo quando ne abbiamo voglia, ma si manifesta, si presenta rendendo unico ogni incontro, rinnovandosi ogni volta anche nella ripetizione. Come il teatro o il concerto dal vivo.
Durata: 55 min.
Età consigliata: dai 5 anni.
Informazioni complete, biglietti:
http://www.centrosantachiara.it
Evento segnalato da Centro Servizi Culturali S.Chiara