Liberamente ispirato a L’orgia di Praga di Philip Roth / Drammaturgia e regia Laura Angiulli / Con Alessandra d’Elia e Antonio Marfella / Scena Rosario Squillace / Disegno luci Cesare Accetta / Produzione Galleria Toledo produzioni
Stagione in abbonamento, Teatro Professionale
La formazione culturale di Philip Roth affonda le radici nel Nord Est americano, ma il richiamo alle origini ebraiche ed europee rimane una presenza costante nella sua vita e nella sua scrittura. Ne è esempio L’orgia di Praga, opera attraversata da un forte desiderio di appartenenza e dal senso di distanza vissuto dall’autore, che si ritrova nella terra d’origine dei suoi antenati, allora ancora oppressa dal regime sovietico.
Le figure che popolano il racconto appaiono come fantasmi, simboli di un’umanità privata del diritto alla sopravvivenza e alla libertà, ma capace di emergere con forza attraverso la rappresentazione di una vita profondamente mortificata.
L’idea di portare in scena quest’opera nasce dall’esperienza dell’autrice/regista con Le braci di Sándor Márai e dal desiderio di tornare a interrogare una parte d’Europa segnata da espropriazioni territoriali e culturali. Lo spettacolo diventa così occasione per riflettere sulle contraddizioni del presente e sulle tracce di un passato la cui drammaticità continua a riverberarsi nella storia contemporanea.
DA VEDERE PERCHÉ: Un racconto intenso che trasforma il dettaglio intimo in una riflessione universale sul tempo e la perdita.
Informazioni complete / biglietti:
www.teatrodimeano.it
Evento segnalato da Teatro di Meano