Thom Luz
Prima italiana
Durata 90'
With: Fhunyue Gao, Mara Miribung, Daniele Pintaudi, Samuel Streiff, Mathias Weibel
Director, Stage Design: Thom Luz
Musical Director: Mathias Weibel
Dramaturg: Kathrin Veser
Costum: Designers Tina Bleuler, Katharina Baldauf
Sound Design: Martin Hofstetter
Lighting Concept: Thom Luz, Tina Bleuler
Technical Director: Jens Seiler
Stage Construction, Stage Technician: Patrik Riman
Assistant to the Director: Ilario Rascher
Communication/Diffusion: Ramun Bernetta
Production Manager/Diffusion: Gabi Bernetta
Production: Thom Luz and Bernetta Theaterproduktionen
Coproduction: Kaserne Basel, Gessnerallee Zürich, Théâtre Vidy-Lausanne, Wiener Festwochen, Hellerau - Europäisches; Zentrum der Künste Dresden, Internationales Sommerfestival Kampnagel Hamburg
With the Support of: Zurich City of culture, Committee of Experts Theatre and Dance BS/BL, Pro Helvetia –Swiss Arts, Council, Canton of Zurich, Elisabeth Weber Foundation, Ernst Göhner Foundation
World Premiere: 22. April 2021 Théâtre Vidy Lausanne
Copyright schaefersphilippen Köln
Nella penombra di una radura boschiva, tra i resti di un’auto ridotta a un cumulo di lamiere fumanti, una radio agonizzante diffonde le note di Felix Mendelssohn Bartholdy. Su questo scenario fatto di rottami e sogni da salotto, cinque artefici del suono e dell’illusione danno forma alla loro opera: un montaggio minuzioso che, nel corso della performance, ricompone ogni scheggia e ogni risonanza in una scultura sonora dello schianto. In dialogo con questo ammasso di rottami in lenta ricomposizione, un trio elettroacustico di musica da camera dilata il ciclo pianistico di Mendelssohn, Lieder ohne Worte, esplorando nuove dimensioni di riverberi e paesaggi sonori. Così, la fine di un road movie diventa l’incipit dell’ultimo esperimento di teatro musicale del regista e scenografo svizzero Thom Luz.
Lieder ohne Worte parla di shock e di afasia, di cambi di prospettiva, di distruzione e futuro, ma anche della necessaria ricostruzione del presente. Come siamo finiti a schiantarci contro un muro? Siamo ancora vivi? E adesso? Laddove le parole non bastano, i suoni si riorganizzano. Dal dialogo tra immagini catastrofiche e sovrapposizioni musicali scaturisce una composizione spaziale sottile, frutto di una riflessione minuziosa.
Informazioni complete, tickets:
www.transart.it
Evento segnalato da Transart