Pinocchio nel ventre della balena

- (Foto dal sito ufficiale / © Marzia Rizzo)
- (Foto dal sito ufficiale / © Marzia Rizzo)
Data: Ven. 19 marzo 2027
Dove: Teatro Valle dei Laghi, Via Stoppani, Vezzano - Vallelaghi (Tn) 
Orario: ore 20.45
Note: Info su costi biglietti, abbonamento e prevendite su www.trentinospettacoli.it / Info ArteLaghi, n. 0461.864718, info@artelaghi.it

Teatro la Ribalta - Kunst der Vielfalt / Regia Paolo Grossi / Collaborazione alla creazione Antonio Viganò, Paola Guerra / Con Mathias Dallinger, Michele Fiocchi, Stefania Mazzilli Muratori, Sara Menestrina / Scene e costumi Elena Beccaro / Light designer Melissa Pircali / Effetti sonori Giacomo Agnifili / Consulenza LIS Elisabetta Faggioli

Pinocchio nel ventre della balena affonda le proprie radici nel rapporto profondo e delicato tra un padre e un figlio, aprendo una finestra sull’esistenza umana in cui finzione e realtà si incontrano e si confondono. Nel ventre del grande cetaceo, metafora del ventre materno, Geppetto e Pinocchio costruiscono un rapporto fatto di sguardi, silenzi e conquiste, ma anche di difficoltà e stanchezza. Un percorso condiviso che porterà Pinocchio a lasciare i panni del burattino per trasformarsi in essere umano.

La drammaturgia nasce dagli sguardi, dai silenzi, dalle interviste e dalle improvvisazioni sceniche tra Mathias Dallinger, interprete di Pinocchio, e il suo vero padre. Questa relazione autentica viene trasportata sulla scena e diventa il punto di partenza per interrogarsi su cosa distingua un burattino da un bambino vero e, soprattutto, su quando siamo l’uno e quando l’altro.

Il corpo di Pinocchio, con le sue contratture e i suoi movimenti imprevisti, oscilla tra fragilità e resistenza. La figura del burattino, che ha bisogno di qualcuno che lo animi, lo sorregga e lo accompagni nel mondo, si avvicina così all’esperienza di molte persone con disabilità, mentre Geppetto richiama quella del genitore-caregiver. Al centro emergono i temi dell’assistenza e della quotidianità, ma soprattutto il desiderio di autonomia, le relazioni e la possibilità di costruire una propria identità.

Scene concrete del rapporto tra padre e figlio si alternano a momenti grotteschi e ironici ispirati al testo di Collodi. La Fata Turchina, il Grillo Parlante, il Gatto e la Volpe e gli altri personaggi accompagnano un Pinocchio contemporaneo in un percorso che non cerca una morale, ma pone una domanda essenziale: che cosa significa diventare veri?

Informazioni complete / biglietti:
www.artelaghi.it
www.trentinospettacoli.it


Evento segnalato da Stagione Teatrale Valle dei Laghi

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