Questo corso si rivolge ai ragazzi del ciclo delle scuole superiori.
Ma di cosa sono fatti i sogni? Talvolta di storie, esperienze, racconti e Vita.
In alcuni casi i protagonisti che animano i nostri sogni hanno vite lontane da quelle vissute da chi li ha immaginati. Proprio quelle visioni oniriche, frutto dell’inconscio, permettono di dare vita a persone “altre” rispetto a noi: personaggi creati dalla nostra mente.
Riuscire a immaginare di entrare in connessione profonda con l’interiorità di un altro, empatizzare fino a comprendere le sue storie, adottare nuove attitudini, espressività e gestualità fino a farle proprie: questo è uno degli esercizi più potenti che il teatro permetta di praticare.
La recitazione ci consente infatti di dare vita a un personaggio, a qualcuno che non esiste nella realtà, a un’entità frutto della fantasia.
Ecco perché il percorso di quest’anno avrà come protagonista assoluto il personaggio: come crearlo, come caratterizzarlo, come entrare in sintonia con esso al punto da farlo vivere in modo naturale sulla scena.
Si tratta di una sfida non banale. Ogni drammaturgia presenta una struttura e delle caratteristiche dalle quali non si può prescindere. La sfida per ogni attore o attrice è entrare in connessione profonda con il personaggio da interpretare, rispettandone però l’essenza. È un esercizio di comprensione, empatia, intelligenza emotiva e relazionale – prezioso non solo per il palcoscenico, ma per la vita di tutti i giorni.
Questo percorso, pensato specificamente per gli adolescenti, accompagnerà i ragazzi nel mondo delle loro emozioni, aiutandoli a esprimerle attraverso le tecniche del teatro e dell’azione scenica.
Al centro delle lezioni ci saranno la costruzione del personaggio e l’interpretazione, con un forte approccio di condivisione e cooperazione nella creazione della messa in scena.
L’interpretazione è uno spazio sottile e delicato: imparare ad ascoltare ciò che accade dentro di noi per poi utilizzarlo quando agiamo nei panni di un personaggio – e viceversa. Mettersi nei panni di chi la pensa diversamente, di chi vive in un’epoca o in una condizione lontana dalla nostra, lasciarsi guidare dalle parole per scoprire i pensieri di un altro… tutto questo ci aiuta a conoscere meglio il mondo che abbiamo dentro.
Attraverso tecniche di teatro e azioni sceniche, il lavoro trasformerà le emozioni in movimento. I ragazzi entreranno in contatto con la forza della parola teatrale – non quella quotidiana, ma una parola ricercata, cesellata dall’autore – una parola che “muove le montagne”. Particolare attenzione sarà dedicata al legame tra parola e movimento, perché pensiero, corpo e azione procedano insieme.
Dopo una prima fase propedeutica dedicata a:
- linguaggio del corpo, musica e danza;
- movimento e improvvisazione, coscienza di sé e rapporto con il gruppo;
- respirazione ed emissione vocale;
- avvicinamento al lavoro sul personaggio e creazione collettiva di scene;
i ragazzi verranno coinvolti in tutti gli aspetti dell’allestimento, assumendosi responsabilità concrete e sperimentando pienamente il lavoro di gruppo.
La metodologia utilizzata non si basa sull’apprendimento di modelli precostituiti, ma favorisce la ricerca personale, spesso in chiave animativa. Ha un duplice scopo pedagogico:
sviluppare sia il ragionamento logico-deduttivo (trovare connessioni tra situazioni diverse) sia la capacità intuitiva-analogica (associare immagini e simboli);
riscoprire la valenza del sogno come potente motore di vita.
Informazioni complete e iscrizione:
https://www.teatroportland.it
Evento segnalato da Portland - Nuovi orizzonti teatrali