Ultimo appuntamento del ciclo di conferenze "Conoscere il territorio" con Fiorenzo Degasperi
Di e con Fiorenzo Degasperi
Il vino che si usava a tavola, a messa e in guerra faceva stare allegri, talvolta faceva sognare, altre volte teneva lontano le malattie. Di sicuro aiutava a dimenticare la fatica, la fame, la morte che da sempre aleggiava sui borghi e sui villaggi, sui masi e sulla gente di montagna.
Aveva e ha nomi corposi, sia esso bianco o nero: Lagrein, Gewurztraminer, Blauburgunder/Pinot Nero, Teroldego – che si narra derivi da Tiroler Gold, l’oro dei Tirolo –, Marzemino (il romano Marceninum). E i nomi dei vitigni scomparsi o che sopravvivono in qualche nicchia ecologica, nomi arcaici, saporiti, come l’Enanzio Lagarino noto agli antichi come Oenanthium, la scomparsa Pavana valsuganotta portata un tempo in questa terra dai Colli Euganei padovani, dove aveva il nome di Pattaresca, o la Biancaza, o la rossa Rossara o Turca.
Una cultura, quella del vino, che ancor oggi funge da cerniera tra il mondo nordico e quello mediterraneo. Un mondo dove l’intelligenza funzionale ha saputo creare terrazzamenti, ritagliare appezzamenti, dissodare i terreni giusti per far crescere le uve in claves, allevate a filari e potate basse, oppure le maiores, lasciate libere di crescere senza sostegni vivi.
Fiorenzo Degasperi
Ha raccontato, per più di trent’anni, i suoi viaggi compiuti all’interno dell’arte, nel paesaggio mitologico e nella geografia sacra della cultura alpina sulla rivista “Trentino Mese”, sui quotidiani “Trentino”, “Alto Adige” ed ora sul quotidiano “L’Adige”. I suoi ormai numerosi libri nascono dal cammino attraverso innumerevoli sentieri della storia, dell’arte, dell’immaginario fantastico. Alcuni suoi libri – ne ha pubblicati più di trenta –, sono vincitori di premi nazionali – finalista Premio Itas 2007 per “Cavae” e I° Premio Gambrinus A. Mazzotti 2009 per “Santuari e pellegrinaggi dei ladini e delle genti mòchene e cimbre” – e regionali – 2010 II° Premio autori da scoprire Ambientazione Alto Adige con “Archeologia in Trentino Alto Adige” e, nel 2011, vincitore, nello stesso concorso, del I° Premio con “Le vie del sale nel Tirolo storico”. Nel 2012 riceve il premio d’onore “Caterina De Cia Bellati Canal”, Belluno, per il libro “I vecchi dei nostri vecchi erano pastori”.
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Evento segnalato da Comune di Levico Terme