Le cinque chiavi gotiche e altre meraviglie

- (Foto dal sito ufficiale)
Dove: Palazzo Assessorile, Cles (Tn) (Google maps)
Orario: lunedì ore 14.30-18.30 / Dal martedì alla domenica ore 10.00-12.30 e 14.30-18.30 / In luglio e agosto aperture serali venerdì e sabato ore 20.30-22.30 / Apertura serale durante la settimana di ferragosto
Note: Ingresso libero
Contatti: cultura@comune.cles.tn.it
Sito web: www.comune.cles.tn.it

Inaugura sabato 13 giugno 2020 alle ore 17.00 presso la splendida location di Palazzo Assessorile la mostra evento dell’anno della borgata di Cles. Nel rispetto di tutte le regole anti contagio, la mostra - dedicata ai clesiani e a chiunque ami “il bello” - rimarrà aperta per un periodo esteso fino al 29 novembre 2020. Un periodo prolungato allo scopo di garantire a tutta la comunità e ai visitatori l’accesso al percorso nel rispetto dei protocolli di sicurezza provinciali.

Voluta fortemente dall’Amministrazione comunale di Cles e curata da Lucia Barison, la mostra è una riflessione sul concetto di valorizzazione del patrimonio culturale della borgata attraverso, hic et nunc, la creazione di un percorso didascalico ed interattivo che evoca il concetto di “Museo Civico”, organizzato in aree tematiche che raccontano la storia, l’archeologia, l'arte e la cultura popolare del territorio con un’offerta che varia dai reperti archeologici, alle testimonianze di arte medievale, gotica, barocca, oggetti tradizionali e di artigianato locale. Un percorso interattivo dedicato all’abitante del luogo e al visitatore ai quali è indirizzato un racconto che affonda le proprie radici in un’epoca antica per giungere in età moderna con una corposa eredità culturale di inestimabile valore demoetnoantropologico.

Le cinque chiavi gotiche e altre meraviglie è un progetto espositivo concepito allo scopo di rigenerare la memoria storica del paese attraverso l’emersione dell’identità culturale della comunità di Cles e delle sue frazioni storiche. La mostra riunisce più di 240 opere d’arte e oggetti selezionati da un team di co-curatori che, analizzando la storia della borgata nel corso dei secoli, hanno individuato e scelto reperti, opere d’arte, documenti e oggetti conservati o provenienti dai siti del territorio, oppure esposti presso enti museali nazionali ed internazionali che oggi ne detengono la proprietà. Il titolo della mostra mutua il fascino evocativo da una serie di chiavi gotiche (metà XII – XV sec. d.C.) rinvenute a Cles, visibili nella sezione archeologica del percorso che approfondisce, fra le varie tematiche, l’affascinante significato simbolico di porte, serrature e chiavi. Ad accentuarne il fascino anche l’ipotesi secondo cui il toponimo “Cles”, dal latino Clavis, starebbe a significare luogo ‘chiave’.

Duecentoquaranta testimoni di un’eredità storico culturale ai più sconosciuta, ignorata, dimenticata. L’emersione del patrimonio culturale di Cles attraverso Le cinque chiavi gotiche ha permesso di schiudere una porta per intraprendere l’importante e fondamentale processo di trasmissione dell’identità e reputazione di una comunità, fondato sulla valorizzazione di caratteristiche distintive volte a riflettere lo spirito, la cultura e il carattere del territorio (processo di costruzione della marca o brand territoriale). La mostra assume una particolare connotazione “meravigliosa” che evoca il concetto di Wunderkammer e che giustifica l’accorpamento di numerosi beni organizzati sotto forma di raccolta di oggetti straordinari, individuati per le loro peculiarità intrinseche ed estrinseche. La camera delle meraviglie o il gabinetto delle curiosità della comunità di Cles, racconta l’eredità culturale di una comunità attraverso l’innocenza degli oggetti, di varia natura, che sono stati selezionati nel rispetto di due requisiti fondamentali – condivisi tra i curatori e l’Amministrazione – di provenienza e fruibilità. La maggior parte dei beni appartiene e proviene dalla comunità di Cles. Essi sono custoditi presso i siti del territorio come chiese o palazzi e possono essere, a mostra conclusa, visitati presso i loro luoghi di appartenenza. Per ragioni di completezza e rigore scientifico nell’indagine svolta al fine di costruire il tessuto narrativo del percorso, si è inoltre reso necessario chiedere agli enti museali della Provincia autonoma di Trento la necessaria e fondamentale collaborazione nell’ambito del prestito di quei beni confluiti, nel corso degli anni, nelle collezioni dei musei del territorio provinciale e regionale.
Importante e fondamentale il consenso e il conseguente supporto al progetto da parte della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento che, quale ente preposto alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, ha dato il via all’impegnativo processo di creazione del percorso espositivo attuando appieno, al fianco dell’Amministrazione comunale, l’articolo 3 del Codice dei beni culturali e del paesaggio secondo cui “Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione afferma il Sindaco del Comune di Cles l’Arch. Ruggero Mucchi.
L’eccezionalità della proposta sta nell’aver riunito in un unico spazio – anch’esso di notevole interesse storico culturale – opere, documenti e oggetti solitamente conservati nei loro luoghi di origine o di “ricovero storico” poco distanti dalla sede della mostra.
Un’opportunità unica per godere di beni spesse volte, troppe, passati inosservati ma, soprattutto, conoscere il vincolo che li rende dipendenti gli uni dagli altri, il dato storico qui ed ora narrato. Ruolo fondamentale hanno giocato la Parrocchia e l’Arcidiocesi che, dimostrando una forte sensibilità verso il talvolta difficoltoso campo della valorizzazione - oltre che della tutela – dei beni hanno compreso, approvato e partecipato al prestito di opere in alcuni casi recuperate a tre metri di altezza come la pala dell’Assunta di Pietro Antonio Lorenzoni nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta prosegue l’Assessore alla Cultura del Comune di Cles l’Avv. Vito Apuzzo.
Complementare alla percezione del potenziale culturale del territorio il compito destinato alla realtà aumentata voluta e creata allo scopo di immergere il visitatore nell’evoluzione storico, artistica e architettonica del territorio mutato nel corso dei secoli. Una mostra, questa, dove il desiderio comune di vivere almeno per un solo attimo il tempo passato diventa realtà attraverso l’esperienza virtuale organizzata dalla curatrice per proiettare il visitatore in alcune delle chiese del territorio, osservare la trasformazione di Palazzo Assessorile da rustica torre medievale a complesso architettonico rinascimentale, oppure vivere l’esperienza di guardia dall’ultimo piano del torrione.

Le cinque chiavi gotiche e altre meraviglie è una mostra pensata per raccontare e meravigliare chiunque sia predisposto al “sentimento improvviso e gradevole di ammirazione spontanea e intensamente compiaciuta rivolta a oggetti o fatti esaltati dal fascino dell’eccezionale e dell’inatteso”. Il sentimento vivo e improvviso di ammirazione, di sorpresa, che si prova nel vedere, udire, conoscere cosa che sia o appaia nuova, straordinaria, strana o comunque inaspettata, viene invocato da ogni singolo bene esposto presso Palazzo Assessorile come, ad esempio, due delle rare opere pittoriche dipinte da Luigi Vanvitelli, architetto scenografo della Reggia di Caserta della Reggia di Caserta, artista poliedrico spesse volte indicato come il “Bernini del Settecento”. L’auspicio rivolto a tutti i visitatori, abitanti del luogo e non, è quello di proseguire il percorso in autonomia - anche a mostra conclusa -e approfondire quanto qui accennato, godere del patrimonio e farlo proprio per tramandare, di padre in figlio, un’eredità unica al mondo, quella della cultura conclude la curatrice Lucia Barison che ringrazia il team di stretti collaboratori “della squadra delle Cinque chiavi gotiche” di cui Marcello Nebl, Alessandro e Luca Bezzi, Gianluca Fondriest, Alberto Mosca, Laura Paternoster dell’Ufficio Cultura, e Mirko Odorizzi e il Sindaco Ruggero Mucchi.

Otto gli eventi collaterali organizzati nell’ambito della mostra lungo il lungo periodo di apertura che verrà animato da tre esposizioni temporanee di beni di straordinaria importanza quali le portelle tardogotiche della chiesa di Santa Lucia di Caltron, il Codice Brandis e la ricostruzione 3D della testa di Saturno velato conservata presso il Castello del Buonconsiglio.

L’inaugurazione della mostra avverrà sabato alle ore 17.00 nella piazza antistante Palazzo Assessorile. A partire dalle ore 19.00 sarà possibile visitare la mostra con ingressi contingentati e su prenotazione in caso di ampia affluenza al percorso di visita. In caso di pioggia l’evento inaugurale esterno al palazzo verrà annullato e la mostra potrà essere visitata comunque a partire dalle ore 19.00 fino alle 22.00.

A seguire il calendario degli appuntamenti correlati alla mostra.

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