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N-ice Cello / Giovanni Sollima Tour

Evento segnalato da MUSE - Museo delle Scienze
- (Foto dal sito ufficiale)
- (Foto dal sito ufficiale)
Data: Lun. 29 gennaio 2018
Dove: MUSE, Corso del lavoro e della scienza, Trento
Orario: ore 20.30 + 22.30 (replica)
Note: A fine serata verrà offerta una degustazione  a cura di Distilleria Marzadro / Tariffa: € 15 posto a sedere in platea, € 10 posto in piedi in balconata / Prenotazione obbligatoria t. 0461 270311 o su www.muse.it / Si consiglia abbigliamento invernale adeguato (giacca a vento)
Sito web: www.muse.it

N-ICE CELLO è un grande progetto culturale, reso in forma musicale da Giovanni Sollima, che riflette sul tema dell’acqua e della sua importanza a livello planetario per l’ambiente e per l’umanità.
Un tour con concerti dal Nord al Sud Italia per disegnare un percorso artistico dai ghiacciai al Mare Mediterraneo, un itinerario da Nord a Sud, che disegna e richiama a un esodo di senso contrario, che incontra l’itinerario dei migranti che dalle terre senz’acqua si spostano verso i paesi del Nord. Un esodo generato da molteplici ragioni tra i quali hanno grande importanza anche il cambiamento climatico e il degrado ambientale. È l'acqua che ritorna, simbolicamente, come un atto di restituzione, nei paesi dove è scarsa anche per motivi globali e nei quali la crisi idrica causa conflitti e conseguenti migrazioni “climatiche” di massa. Ed è proprio dell’arte e della buona scienza cercare i punti di incontro, costruire dialoghi e promuovere occasioni di conoscenza e di consapevolezza.
Al centro dell’evento artistico il violoncello fatto di ghiaccio dell’artista americano Tim Linhart. Costruito  appositamente nel mese di gennaio 2018 nell’ambito di una residenza sul Ghiacciaio Presena in Trentino presso il Passo Tonale, è da qui che lo strumento di ghiaccio raggiungerà il mare lungo un percorso dalle Alpi alla Sicilia, scandito dai concerti tenuti dal violoncellista di fama mondiale Giovanni Sollima. L’evento sarà il filo conduttore di un docu-film made in Trentino ideato, scritto e diretto da Corrado Bungaro che raccoglierà le riflessioni e le testimonianze di importanti artisti e pensatori incontrati lungo l’itinerario on the road.
La prima tappa del tour sarà a Trento lunedì 29 gennaio al MUSE Museo delle Scienze, poi lo strumento di ghiaccio proseguirà il suo viaggio (trasportato in una cella frigorifero mobile) con tappe a Venezia, Roma e Palermo capitale italiana della cultura 2018, dove le sue acque glaciali verranno consegnate al Mar Mediterraneo
.

La prima tappa del tour, sarà al MUSE Museo delle Scienze di Trento. Qui l’attenzione sarà data alla fragilità della risorsa acqua in rapporto al cambiamento climatico e quanto questo fenomeno globale stia incidendo sul clima e sulla conservazione dei ghiacciai, una delle riserve di acqua dolce fondamentale per l’umanità.
La serata prevede la presentazione del progetto da parte di Corrado Bungaro in dialogo con Tim Linhart, con le esecuzioni musicali al violoncello di ghiaccio di Giovanni Sollima e gli approfondimenti scientifici sul tema dei ghiacciai e della risorsa acqua con Michele Lanzinger e i ricercatori del MUSE Christian Casarotto e Valeria Lencioni

L’esecuzione con il violoncello di ghiaccio nella lobby del Muse seguirà il principio de “Mi riscaldo di meno”, a riscaldamento spento con una temperatura attorno ai 15°. Si consiglia ai partecipanti di vestirsi con abbigliamento adeguato.


IL PROGETTO
 
E’ una scommessa che ha del folle e del sensazionale: l'organizzazione di un vero e proprio tour documentato da un docu – film ideato e diretto da Corrado Bungaro con tappe e concerti dal Nord al Sud Italia, grazie al trasporto dell'ice-cello in una cella frigorifera mobile (camion frigo). Protagonista del tour Giovanni Sollima con il violoncello di ghiaccio in varie situazioni musicali: in solo, in interazione con altri musicisti, tra autostrade, teatri, mari, musei, barche, persone, ghiacciai, città e luoghi naturali, sempre alla ricerca delle proprie estremità.
 
È anche un'esperienza “on the road”: più di 1500 chilometri via terra e via mare in un costante clima di suspance per la consapevolezza del trasporto merce fragile, assieme ai compagni di viaggio che si incontreranno lungo il cammino, personaggi del mondo della scienza e dell'arte, che coglieranno questa occasione unica per regalare le loro testimonianze e riflessioni sui destini del Pianeta Terra, affrontando i temi di urgente attualità quali il mutamento climatico, l'innalzamento della temperatura, lo scioglimento dei ghiacciai, i cataclismi, la crisi dell'acqua e le inevitabili conseguenze sociali e umanitarie a livello planetario. 
 
È un incontro umano con l'americano Tim Linhart, scultore, pittore, liutaio e  sperimentatore raffinato, nato a Kansas (USA), che ha iniziato dopo anni di lavoro ed esperimenti con il ghiaccio a costruire veri e propri strumenti musicali da questa fugace materia dando vita a violini, viole, violoncelli, chitarre, percussioni, vibrafoni, e addirittura un organo a canne; a dimostrazione che il ghiaccio, come materiale di costruzione, ha una vita propria, sviluppa suoni magici e incanta con la sua bellezza.
 
È infine un viaggio d'acqua, dalle acque dolci dal ghiacciaio Presena alle acque salate del Mar Mediterraneo, per interrogare e interrogarci su quale sia la via da intraprendere per rendere il nostro stile di vita più sostenibile, affinché sia garantito a tutti il diritto all'acqua, nessuno escluso.


AUTORI E INTERPRETI

GIOVANNI SOLLIMA è violoncellista di fama internazionale e il compositore italiano più eseguito nel mondo dai grandi interpreti, fra i quali Riccardo Muti, Yo-Yo Ma, Antonio Pappano, Daniele Gatti, Gidon Kremer, Mischa Maisky, Ivan Fischer, Viktoria Mullova, Ruggero Raimondi, Mario Brunello, Bruno Canino, Yuri Bashmet, Katia e Marielle Labeque, i Berliner Philarmoniker, le Orchestre della Scala, di Santa Cecilia e della RAI, la Chicago Symphony, la Royal Concertgebouw Orchestra, Il Giardino Armonico, I Turchini, L’Accademia Bizantina e - in altri ambiti - Patti Smith, Stefano Bollani, Larry Coryell, Mauro Pagani ed Elisa (protagonista della sua opera Ellis Island). Per il cinema, il teatro, la televisione e la danza ha scritto musica per Peter Greenaway, John Turturro, Bob Wilson, Carlos Saura, Marco Tullio Giordana, Franco Battiato, Alessandro Baricco, Erri De Luca, Peter Stein, Lasse Gjertsen, Anatolij Vasiliev, Karole Armitage, Micha van Hoecke e Carolyn Carlson. Lui stesso, in veste di solista o con gruppi strumentali di ogni genere, dal duo alla grande orchestra, ha presentato la sua musica nei maggiori teatri e auditorium di tutti i continenti. Si ricordano in particolare alcune prime mondiali nella sala grande della Carnegie Hall di New York e al Teatro alla Scala di Milano, nonché numerosi tour in Gran Bretagna, Olanda, Russia, USA, Canada, Cina, Giappone, Australia. Dal 2010 insegna presso l'Accademia di Santa Cecilia, dove è stato insignito del titolo di Accademico. Nel 2012 ha fondato la formidabile orchestra dei 100 Cellos, che ha guidato in innumerevoli eventi in Italia e all’estero. Nel 2015 ha creato a Milano il “logo sonoro” di Expo e inaugurato il nuovo spazio museale della Pietà Rondanini di Michelangelo. La sua discografia si è aperta nel 1998 con un cd commissionato da Philip Glass per la sua etichetta Point Music, al quale sono seguiti undici album monografici per Sony, Egea, Glossa e Decca. Ha suonato nel Deserto del Sahara e sott’acqua in una gebbia siciliana, e si è cimentato in Val Senales con un violoncello di ghiaccio a 3200 metri in un teatro-igloo. Il 2 giugno 2017, per la Festa della Repubblica, ha eseguito in diretta su Rai 1 un concerto al Quirinale di fronte ai Presidenti della Repubblica, della Camera e del Senato, e agli ambasciatori di tutti i Paesi del mondo. Nello stesso anno ha suonato anche al Ministero dell’Istruzione davanti a migliaia di giovani provenienti da tutta Italia e al Senato della Repubblica per il tradizionale concerto di Natale, nuovamente in diretta su Rai 1. Attualmente sta componendo le musiche per un melologo con Antonio Albanese su testo di Michele Serra, su commissione del Teatro alla Scala.

TIM LINHART
Artista, pittore e scultore Tim Linhart, nato a Kansas, negli Stati Uniti d'America, ha iniziato da giovanissimo a cimentarsi con la materia-ghiaccio, dedicandosi prima alla ideazione e realizzazione di sculture in ghiaccio di grandi dimensioni e poi, nel tempo, specializzandosi nella costruzione di strumenti musicali di ghiaccio. Risale a 35 anni fa la costruzione del suo primo strumento di ghiaccio; un contrabasso gigantesco (3 metri di altezza) con corde prese da un pianoforte. In tutti questi anni Linhart ha sviluppato la sua tecnica organizzando ogni anno il Festival ICE MUSIC in varie parti del mondo (U.S.A., Italia, Svezia, Norvegia), costruendo con le sue mani una cattedrale di ghiaccio di dimensioni reali, che possa ospitare circa 500 spettatori, e le “performances musicali ghiacciate”. Dalla fugace materia del ghiaccio ha creato quartetti d’archi, chitarre, percussioni, vibrafono, flauti e un organo, oltre ad inventare strumenti musicali di nuova concezione.

CORRADO BUNGARO
Corrado Bungaro, violinista, si esibisce in Italia ed all’estero prendendo parte a vari progetti musicali, spaziando dalla classica al jazz, dalla musica popolare alla world music, fino alla musica contemporanea di sperimentazione. Approfondisce negli anni il linguaggio teatrale, della danza e del video, collaborando con artisti di portata internazionale e curando la regia di spettacoli di propria ideazione. Nel 2007 firma il cortissimo IlluminAzione, pluripremiato in Italia e all’estero, selezionato per rappresentare l’Italia insieme con altre 17 opere al World One Minutes Exhibition organizzato dalla Fondazione The One Minutes (TOM) di Amsterdam presso il Today’s Art Museum di Beijing (Cina) con tappe itineranti in Olanda, Alaska, Benin, Marocco, Egitto, Croazia, Turchia. Portogallo e Brasile.


IL SENSO DEL MUSE PER L’ACQUA, IL GHIACCIO E PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Il percorso culturale e di incontro con il pubblico del MUSE si è costruito nel tempo portando a sviluppare una relazione sempre più fitta tra natura e umanità mettendo al centro il compito di perseguire criteri e modalità riferibili al concetto e alla pratica dello Sviluppo sostenibile.
Sono proprio i Sustainable Development Goals, i 17 ambiti individuati dalle Nazioni Unite nel 2015 e oggetto degli obiettivi planetari dello Sviluppo Sostenibile da oggi fino al 2030, che costituiscono la mappa sulla quale il MUSE sta orientando le proprie attività di ricerca e di impegno culturale. Per questo motivo - e per perseguire al meglio questo obiettivo - il MUSE è tra le istituzioni che sostengono l’ASviS, l’Alleanza per lo Sviluppo sostenibile. Tra questi 17 goal, che comprendono sia ambiti percepiti come di rilevanza strettamente ambientale (quali l’azione per il controllo del clima, l’energia sostenibile, la vita negli oceani e sulla terra) compaiono anche temi globali quali la riduzione delle ineguaglianze, la lotta contro la povertà, la fame e l’eguale accesso alla conoscenza. L’obiettivo numero 6 riguarda proprio l’acqua e mette al centro dell’attenzione il tema della sua pulizia, salubrità e accessibilità. A livello planetario, i dati relativi all’accesso all’acqua sono ancora negativi. In un quadro di progressivo miglioramento, ancora un miliardo e 800 milioni di persone dipendono esclusivamente da acque potabili contaminate, con il 40% della popolazione mondiale che soffre della sua scarsità. Ogni giorno, circa 1000 bambini muoiono per cause dovute all’acqua non sanitizzata. Anche a livello locale, come si è visto negli ultimi anni, l’acqua è al centro di problemi sempre più rilevanti. Le siccità estive generano crisi nella produzione agricola così come la riduzione degli apporti per la produzione di energia idroelettrica, una fonte di energia rinnovabile di grande importanza. L’acqua associata alle precipitazioni atmosferiche, con l’estremizzazione dei fenomeni in risposta al riscaldamento climatico in corso, si traduce in grossi impatti sulle infrastrutture e sull’economia.  Tra gli ambiti di ricerca del MUSE è quindi coerente trovare molte linee di ricerca inerenti questa risorsa. Tra questi ricordiamo la ricerca glaciologica, lo studio sulle acque di fusione glaciale, le sorgenti, la qualità dei corsi d’acqua, gli eventi calamitosi in corrispondenza a intense precipitazioni. Nell’occasione di N - ICE Cello parleranno delle loro attività i ricercatori del MUSE Christian Casarotto e Valeria Lencioni, rispettivamente glaciologo e responsabile della Sezione di ricerca in Zoologia degli invertebrati.


LA CRISI DELL’ACQUA
Di Corrado Bungaro
La crisi dell'acqua è considerata dal World Economic Forum uno dei maggiori rischi a livello globale. L'acqua potabile è una delle risorse più scarse sul nostro Pianeta ma sembriamo non accorgercene e neanche sembra ci interessi. La maggior parte di noi è nato con l'acqua potabile in casa, sia calda sia fredda. Acquistiamo merci prodotte con acqua ma non realizziamo questo uso continuo e costante che ne viene fatto e compriamo come assetati, pur non avendone bisogno.
Il 71% della superficie terrestre è coperta da acqua, di cui il 97% è salata, il rimanente 3% è acqua dolce proveniente da ghiacciai e nevi perenni (68,9%), falde sotterranee (29,9%) e acque superficiali (1,2%); solo l'1% è acqua accessibile per uso e consumo umano.
L'acqua si mangia e noi ne mangiamo tanta: almeno 3.800 chilometri di cubi di acqua dolce sono prelevati ogni anno in tutto il Pianeta e se nel 2025 avremo un miliardo di bocche da sfamare in più allora serviranno ancora altri 1000 chilometri cubi di acqua dolce all'anno pari a 20 fiumi come il Nilo.
Ma esiste un legame diretto tra crisi idriche e fenomeni migratori di massa? E tra mancanza d'acqua e conflitti? Kofi Annan, ex segretario generale dell'ONU, ha previsto che l'accesso alle risorse idriche e il loro controllo potranno essere una tra le cause delle guerre del 21° secolo. La definizione di oro blu, in riferimento all'acqua, evidenzia come una risorsa basilare e prioritaria, bene comune dell'umanità, stia rappresentando un interesse economico tale da essere paragonato a un bene di consumo e di mercato. Oggi, alla crisi idrica che coinvolge molte popolazioni che vivono nei Paesi a basso reddito si affianca una scarsità di risorse in quelli più sviluppati che – a causa di politiche ambientali discutibili e della crescita demografica – si stanno trasformando in aree a stress idrico o con scarsità idrica.
Secondo le stime, entro il 2050 i cambiamenti climatici, l'accesso limitato all'acqua ed i cataclismi potrebbero portare allo spostamento di un miliardo di persone, i cosiddetti migranti ambientali.
Inoltre il riscaldamento globale sembra essere collegato a diversi conflitti. Per esempio, l'accesso limitato all'acqua e il degrado ambientale sono stati identificati come alcune delle ragioni celate dietro al conflitto nel Darfur in Sudan, che ha causato più di 300mila morti.
Non va dimenticato poi come il controllo dei bacini idrografici è oggi causa di 343 conflitti armati nel mondo (Medio Oriente, Africa, Sud Est Asiatico).
I cambiamenti climatici tendono ad avere un impatto maggiore in quei paesi che già si trovano in situazioni di povertà, come sottolineato in un rapporto dell'Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim).
I migranti ambientali non rientrano nella figura di rifugiato riconosciuta dalla Convenzione di Ginevra, per cui a livello di protezione internazionale non hanno alcun diritto e questo fa sì che il sistema internazionale di protezione sia del tutto inadeguato ad affrontare quanto sta avvenendo in questi anni.
Le previsioni sul potenziale numero di migranti ambientali entro il 2050 variano da 50 milioni a 350 milioni.


Evento segnalato da MUSE - Museo delle Scienze

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