Stefano Rattini, organo
- G.F. Haendel (1685 – 1750)
Halleluja – trascrizione dall’oratorio “Il Messia”
- C. Saint-Saëns (1835 – 1921)
Le Cygne da Le Carneval des Animeaux – trascrizione di A. Guilmant
- J. Bret (1974)
La valse des anges
- J.S. Bach (1685 – 1750)
Aria sulla Quarta Corda dalla Suite n. 3 in Re magg. – trascrizione di A. Esposito
- P. Fumagalli (1830 – 1900)
Marcia campestre
- F. Schubert (1797 – 1828)
Ave Maria – trascrizione di W. J. Westbrook
- A. Khachaturian (1903 – 1978)
Danza delle Spade dal balletto Gajaneh – trascrizione di W. Nagel
Più che uno strumento, una vera architettura sonora: l’organo a canne è una macchina complessa e affascinante, capace di generare un universo di timbri con una storia che attraversa i secoli. Diffuso in tutta Europa ma spesso associato esclusivamente al contesto liturgico, rivela in realtà possibilità espressive sorprendenti, ancora poco conosciute dal grande pubblico. La Sala della Filarmonica custodisce uno dei rari esempi italiani di organo collocato in uno spazio non legato al culto: una condizione ideale per avvicinarsi allo strumento in modo diretto, libero da consuetudini e stereotipi. Qui l’ascolto si trasforma in scoperta, permettendo di cogliere da vicino il funzionamento e la straordinaria varietà sonora di questa “macchina musicale”. Attraverso un percorso che alterna trascrizioni, pagine originali e momenti improvvisativi, il pubblico sarà guidato dentro la materia viva del suono, tra registri, colori e combinazioni sempre diverse. Il Vegezzi-Bossi Mascioni si rivela così in tutta la sua ricchezza, capace di passare da delicate trasparenze a piene sonorità orchestrali. Un’esperienza che invita a riascoltare l’organo con orecchie nuove, scoprendone il volto più dinamico, sorprendente e profondamente contemporaneo.
Informazioni complete/biglietti:
www.filarmonica-trento.it
Evento segnalato da Invito all’Ascolto