C'è un vicolo nel centro di Riva che le mappe ottocentesche chiamavano "delle Larve", ma che la memoria popolare ha sempre conosciuto con un altro nome: Vicolo degli Ebrei.
Qui, tra Piazza Granda e l'antica Contrada Lata, visse per secoli, almeno dal 1430 al Settecento, una comunità ebraica protetta dall'aristocrazia locale e legata a Riva da intensi rapporti commerciali.
A Riva, a dispetto di quanto raccontano targhe e luoghi comuni, non è mai esistito un ghetto nel senso proprio del termine: gli ebrei avevano le loro botteghe in piazza San Rocco e vivevano intrecciati al tessuto della società cittadina, non segregati in un recinto chiuso.
Della loro presenza restano tracce precise: il luogo di preghiera, lo spazio per la macellazione secondo il rito ebraico individuato proprio in piazza San Rocco, il cimitero – la cui posizione è stata rintracciata ingrandendo l'antica mappa del Burgleckner – e la sinagoga, identificata nel primo edificio di fronte al Comune, all'angolo con via Fiume. Al museo è oggi conservata anche la lapide di Mussulam, punto di partenza ideale per ricostruire questa geografia nascosta.
Non un ghetto chiuso, dunque, ma case e cortili intrecciati al resto della città: a raccontarvi questa storia sarà la professoressa Maria Luisa Crosina, in una visita guidata sabato 11 luglio, che attraversa la Riva Ebraica svelandone i rituali, le tradizioni e la lunga storia che intreccia la comunità ebraica con il tessuto di Riva del Garda.
Informazioni:
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Evento segnalato da MAG Museo Alto Garda