Terzo e ultimo atto del progetto pluriennale “Anelli di congiunzione”, la mostra Competition esplora il tema delle emozioni negli sport olimpici e paralimpici accompagnando i visitatori nella mente dell’atleta prima, dopo e durante l’esperienza competitiva.
Felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa, disgusto: come si declinano le 6 emozioni di base nelle esperienze passate e presenti delle discipline olimpiche e paralimpiche?
Presenze costanti nello sport, le emozioni uniscono atleti e pubblico nelle Olimpiadi e nelle Paralimpiadi di ieri e di oggi, dentro e fuori dal campo da gioco. Per questo la mostra si apre con un viaggio alla scoperta della nascita delle emozioni di base attraverso gli studi ottocenteschi di Charles Darwin sulle “espressioni facciali nell’uomo e negli animali” e attraverso le scoperte scientifiche dello psicologo americano Paul Ekman nella seconda metà del ’900. Atleti e atlete che sanno gestire meglio le proprie emozioni fanno oggi la differenza. Ai più alti livelli delle competizioni, le diversità fisiche e tecniche sono minime. Per questo, dove le medaglie si giocano sul filo dei millesimi, l’aspetto emotivo riveste sempre più importanza nello sport professionistico. L’intelligenza emotiva, la gestione delle emozioni e la capacità di restare concentrati sono i fattori determinanti. Non esistono in questo senso emozioni buone o cattive ai fini del raggiungimento della miglior performance, ma esistono modi differenti di sfruttare le emozioni come propri alleati e di saperle tradurre in energia positiva prima, durante e dopo la gara.
“Speed and Emotion”, “Before the competition”, “During the competition” e “After the competition”: sono queste le principali aree della mostra, ciascuna delle quali si presenta come una grande installazione immersiva audiovisiva. Tutte le immagini presenti in queste installazioni provengono dai ricchi archivi del Museo Olimpico di Losanna.
Accompagnano queste sezioni due postazioni interattive: “Face recognition” e “Words of Olympians”.
In “Face recognition” il visitatore viene chiamato a un’interazione immediata e personale. Non appena si posiziona di fronte alla postazione, il sistema si attiva e lo invita a riprodurre le espressioni dell’atleta nello sport. Il cuore dell’esperienza risiede nella risposta del sistema: una volta riconosciuta l’emozione, l’installazione presenta al visitatore una galleria di immagini degli olimpionici colti nel medesimo stato emotivo, creando un potente e istantaneo legame di empatia.
L’installazione “Words of Olympians” – cuore emotivo della mostra – consente invece al visitatore di rivolgere la sua intervista all’olimpionico. Di fronte a un monitor interattivo orizzontale con 12 domande, facendo la propria scelta si ha accesso alle risposte che una selezione di atleti medagliati ha fornito a quella domanda. Le voci e le facce dei medagliati appaiono quindi su una serie di monitor verticali che circondano la postazione. Il titolo di questa sezione prende il nome da un’iniziativa del Museo Olimpico dedicata alla storia orale. “Words of Olympians” è nato a Losanna nel 2009 con lo scopo di fissare i racconti personali di coloro che hanno vissuto in prima persona i Giochi.
Al termine della mostra, infine, l’installazione sui “Teatri di gara” chiude il percorso espositivo con una descrizione degli impianti che ospiteranno le competizioni in Trentino durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026.
Molti gli spazi interattivi con un’intera area pensata per i più giovani: la “Palestra digitale” e la postazione VR, con 12 visori a disposizione delle classi e dei visitatori.
A cura della Fondazione Museo storico del Trentino e della Provincia autonoma di Trento con la prestigiosa partnership culturale del Museo Olimpico situato a Losanna in Svizzera e in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026 nell’ambito dell’Olimpiade Culturale.
Informazioni complete:
www.museostorico.it
Evento segnalato da Fondazione Museo storico del Trentino