A cura di Luca Chisté
Si inaugura sabato 18 aprile 2026 alle 10:30 al Museo Alto Garda la mostra Baricentri. Identità urbane dei quartieri 2 Giugno e Degasperi di Riva del Garda”. L'esposizione presenta un’articolata indagine fotografica condotta dai fotografi del gruppo “Il Fotogramma” di Nago, curata da Luca Chistè, che offre uno sguardo profondo e autentico su una parte della città spesso ai margini dei flussi turistici: quella dell'abitare quotidiano e delle radici comunitarie.
Sabato 18 aprile 2026 alle ore 10:30 il Museo Alto Garda presenta al pubblico Baricentri. Identità urbane dei quartieri 2 Giugno e Degasperi, una mostra fotografica dedicata alla scoperta dei quartieri omonimi. Il progetto, realizzato dall’Associazione Il Fotogramma, nasce per raccontare la città vissuta, fatta di soglie domestiche, relazioni di prossimità e reti associative che costituiscono l'ossatura sociale di Riva del Garda. La mostra sarà visitabile per tutta la stagione primaverile ed estiva, fino al 20 settembre 2026.
L’esposizione invita il pubblico a confrontarsi con il concetto di “baricentro” urbano, inteso come centro alternativo capace di costruirsi accanto al centro storico e turistico della città.
Rione 2 Giugno e Rione Degasperi sono luoghi che, pur essendo nati come espansioni periferiche nel secondo dopoguerra — il rione Degasperi negli anni '50-'60 con il progetto INA-Casa e il quartiere 2 Giugno negli anni '70-'80 con gli interventi ITEA — rappresentano oggi il cuore pulsante della residenzialità e della resilienza sociale. In questi spazi, nonostante le discrasie tra intenzione progettuale e realizzazione concreta, si è sedimentata una forte energia comunitaria capace di trasformare i vecchi "quartieri-dormitorio" in contesti complessi e vitali.
Baricentri si articola attraverso diverse sezioni tematiche che guidano il visitatore in una ricapitolazione visiva dell'identità locale:
La prima sezione Abitare i luoghi propone un’analisi della morfologia urbana, dalle geometrie delle strade alle icone architettoniche come la chiesa di San Giuseppe di Camillo Zucchelli.
La seconda parte, Urban Greenery, sposta il focus sulla sostenibilità ambientale e sociale degli spazi, ritraendo parchi e giardini come "aree ecologiche urbane" e luoghi di incontro quotidiano.
Si prosegue poi con Vivere lo sport, la sezione dedicata allo sport inteso come esperienza collettiva tra campi da calcio, piste da skate e ciclabili, strumenti di aggregazione intergenerazionale.
L’ultima sezione, Trame sociali, è il racconto della dimensione umana, tra piccoli esercizi commerciali di quartiere, attività associative e "storie di vita" individuali che costruiscono il senso di appartenenza.
L'esposizione trova la sua sintesi narrativa in una sezione monografica in bianco e nero, dove la sottrazione del colore diventa una forma di concentrazione dello sguardo, riconducendo la molteplicità del reale a una dimensione essenziale in cui forme, memorie e tensioni poetiche emergono con maggiore intensità. Non una semplice documentazione, ma una calligrafia visiva che tiene insieme struttura urbana e presenza umana.
Il progetto fotografico, iniziato nel 2023 è il frutto di anni di osservazione sul campo e testimonia un cambiamento non solo fisico ma simbolico: il quartiere diventa documento e memoria. Qui, infatti, si sviluppano il rapporto fra residenza e trasformazione, fra memoria e presente, fra fragilità sociale e capacità di resilienza, fra margine e centralità.
In questo senso il titolo Baricentri assume il suo significato più pieno: il baricentro non coincide necessariamente con il centro visibile, ma è piuttosto da intendersi come uno spazio urbano che ha imparato a costruirsi come comunità.
Luca Chistè, curatore e anima del progetto insieme a PHF Photoforma, guida questo racconto che unisce precisione documentaria e forza interpretativa.
L’esposizione rappresenta un invito a spostare lo sguardo per scoprire una Riva del Garda più complessa e autentica: non solo una città da vedere, ma una città da abitare.
Informazioni:
www.museoaltogarda.it
Evento segnalato da MAG Museo Alto Garda