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Il 2019 al Castello del Buonconsiglio e nei castelli provinciali

Notizia segnalata da Castello del Buonconsiglio
Castello del Buonconsiglio (Foto di A. Ceolan)
Castello del Buonconsiglio (Foto di A. Ceolan)
Un 2019 all'insegna delle grandi mostre, eventi e nuovi allestimenti al Castello del Buonconsiglio e nei castelli provinciali

Presentati in conferenza stampa le novità allestitive, gli eventi e le mostre previste al Castello del Buonconsiglio e nelle sedi di Castel Thun, Castel Caldes, Castel Stenico e Castel Beseno per il 2019.

Informazioni complete nel sito del Castello del Buonconsiglio.
A seguire tre comunicati stampa:

IL CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO SI VESTE DI NUOVO
Proseguono al Castello del Buonconsiglio i lavori di riallestimento del maniero: a breve verrà inaugurata  la nuova sala info point, la nuova biglietteria e il nuovo bookshop.
Dopo le nuove sale espositive inaugurate la scorsa primavera in Castelvecchio, ovvero la sala dedicata alla figura di Cesare Battisti allestita nel Torre Granda e le due  sale dedicate alla storia delle genti trentine allestite nell’ex Lapidario i lavori ora sono concentrati sul nuovo percorso nel Magno Palazzo, sul nuovo bookshop nel Revolto soto la loza, il restyling della biglietteria e  la nuova  sala info che vede la  progettazione e l’allestimento  a cura dello Studio di architettura Raro e dello Studio 490. La sala che accoglierà i visitatori che sarà chiamata info point vedrà al centro della stessa un plastico interattivo della città di Trento con proiezioni dall’alto, una grande parete che immortala in una carta geografica il Trentino con 5 brevi filmati dedicati ai manieri provinciali, un touch screen con le relative informazioni storico-artistiche sul territorio o e i castelli, e un nuovo video di ricostruzioni in 3d delle fasi evolutive e architettoniche del Castello del Buonconsiglio  curato da  Annamaria Azzolini, Carlo Andrea Postingher, Stefano Benedetti con musiche di Luca Trentin.
Anche la biglietteria che si trova nel bastione ha subito un restyling con grandi pannelli scenografici che immortalano gli affreschi di Torre Aquila, video dei 5 castelli e il visitatore potrà vedere anche la prima opera museale, ovvero  un’iscrizione lapidea del primo quarto del Seicento che riporta incisa nella pietra la scritta in italiano e tedesco  “Qui si paga il dazio”. Postazioni multimediali, plastici interattivi, e filmati renderanno il castello ancora più accattivante e al passo coi tempi. In Castelvecchio trovano quindi posto le collezioni duecentesche-medievali, in Magno palazzo troveranno posto le opere rinascimentali e nella Giunta albertiana le opere barocche.   Prosegue intanto la campagna di restauri delle opere conservate nel museo  e nei  depositi. A breve partirà il complesso restauro dell’organo Prati che sarà effettato sul posto in stua dell’organo e vedrà coinvolta l’ Università di Pavia  e gli studenti  universitari del corso di conservazione e restauro  di Cremona. 

FILI D'ORO E DIPINTI DI SETA. VELLUTI E RICAMI TRA GOTICO E RINASCIMENTO
Al Castello del Buonconsiglio la mostra che racconta la storia dei tessuti sacri attraverso quadri e preziosi velluti e ricami tra Quattro e Cinquecento. 
Inaugurazione: venerdì 12 luglio, ore 18.00.
Trento, Castello del Buonconsiglio, 13 luglio – 3 novembre  2019
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Piviali in luminoso velluto, pianete scintillanti di oro e d’ argento, rare dalmatiche con ricami in fili di seta variopinta, preziose stoffe fiorentine e veneziane dai molteplici ornati, oltre ad alcuni importanti dipinti sacri di Altobello Melone,  Michele Giambono, Francesco Torbido, Rocco Marconi, e i due magnifici dipinti del misterioso Maestro di Hoogstraeten, raccontano l’affascinante storia dei preziosi manufatti tessili eseguiti tra la seconda metà del XV secolo e primi decenni del XVI secolo in Italia e nell’Europa del Nord. Si tratta di capolavori in velluto con ricchi ricami in seta e oro prodotti presso centri che all’epoca assicuravano un assoluto grado di perfezione tecnica e formale, come Firenze, Venezia e Milano. Tra questi vi è il preziosissimo parato di papa Niccolò V del Museo del Bargello di Firenze, commissionato nel 1450 dalla città di Siena e donato al pontefice in occasione della canonizzazione di San Bernardino, ma anche il cappuccio di piviale del Castello Sforzesco di Milano, appositamente restaurato per l’occasione e decorato con un ricamo per il cui disegno preparatorio è stato fatto il nome del grande Botticelli. Dopo oltre cinque secoli, affiorano capolavori inediti che testimoniano influssi derivanti da diverse tradizioni tessili, approfondite grazie agli specialisti che collaborano all’iniziativa, comprendendo anche esempi che denunciano la circolazione di manufatti importati da grandi centri di produzione transalpini tramite gli intensi scambi commerciali tra la penisola italiana e i fiorenti mercati delle Fiandre e della zona del Reno e il desiderio di sfarzo dei più facoltosi committenti.
La mostra Fili d’ oro e dipinti di seta. Velluti e ricami tra Gotico e Rinascimento è la prima iniziativa che approfondisce questa particolare categoria di lussuosi tessuti ricamati ancora presenti nelle aree dell’intero arco alpino, a suo tempo creati sia per la committenza religiosa che laica ma sopravvissuta fino ad oggi grazie alla lungimirante attività di conservazione della Chiesa e alla passione di molti collezionisti. Grazie a queste testimonianze artistiche viene valorizzata una produzione di opere che, pressoché sconosciuta ai più, si rivela preziosa per comprendere l’altissimo livello raggiunto dalle botteghe di tessitori e ricamatori italiani al “tramonto del Medioevo” anche grazie all’introduzione di innovative soluzioni imprenditoriali. Nelle più belle sale del Castello del Buonconsiglio viene pertanto esposta una quarantina di paramenti sacri, oltre a una selezione di dipinti su tavola che ne illustrano funzioni e fogge, in parte presenti nelle collezioni del museo e in parte ottenute in prestito da parrocchie, da Musei diocesani e da istituzioni prestigiose come il Castello Sforzesco di Milano, la Galleria degli Uffizi, i Civici Musei Veneziani, il Museo Nazionale del Bargello di Firenze, la Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona, Castelvecchio di Verona ed altri ancora.

LE MOSTRE NEI CASTELLI PROVINCIALI : COLLEZIONE SGARBI CAVALLINI A CALDES, LA MODA A THUN, LE CARTE A STENICO E LE PRINCIPESSE AL BUONCONSIGLIO 
Sarà un 2019 ricco di mostre al Castello del Buonconsiglio e nelle sedi periferiche, dai capolavori della collezione Cavallini Sgarbi  alle riviste di moda ottocentesche.   
Dal 7 giugno al 3 novembre Castel Caldes ospiterà una mostra della Collezione Cavallini Sgarbi, una settantina di opere tra dipinti e sculture che vanno dal Quattrocento a metà Ottocento con capolavori di Guercino, Lotto, Artemisia Gentileschi, Cagnacci. La mostra, organizzata in collaborazione con l’Apt  Val di Sole, il Comune di Caldes e Il Servizio Attività culturali della Pat, racconta la storia della vera e propria  una impresa culturale della famiglia ferrarese Cavallini Sgarbi  che ha dedicato all’arte tutta una vita.
Dal 15 giugno fino al 27 ottobre Castel Thun ospiterà la mostra A la mode française. Stile, modelli e modiste per le contesse Thun curata da Emanuela Rollandini. Il focus della mostra, realizzata in collaborazione con l’Archivio provinciale della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia Autonoma di Trento, si concentra su quel particolare settore della biblioteca Thun dedicato alle riviste di moda illustrate del XIX secolo. Strumenti di grande successo per la diffusione e divulgazione del gusto, offrivano un dettagliato e articolato panorama dell’eleganza femminile, che guardava a Parigi come centro dell’haute couture. Fra le loro pagine è rimasta fino ad ora celata una ricca collezione di figurini acquerellati, affascinante documentazione che ripercorre l’evolvere dello stile. Dalla linea a clessidra imposta della crinolina fino alle forme sinuose della Belle Epoque, si susseguono molteplicità di fogge e di ambientazioni che, secondo regole codificate, scandivano i riti e le occasioni della vita sociale.
Dal 28 giugno Castel Stenico ospiterà la mostra attualmente esposta in sala Marangonerie al Buonconsiglio dedicata alle carte marmorizzate ovvero “Colori fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente” curata da Lorenzo Pontalti.  Dal 29 novembre sarà proposta al Castello del Buonconsiglio la mostra Principesse.  Jakob Seisenegger ritrae le figlie di Ferdinando d’Asburgo curata da Lia Camerlengo.  Elisabetta, Anna, Maria, Maddalena, Caterina: sono le cinque figlie di Ferdinando d’Asburgo re dei Romani e futuro imperatore. Le ritrae nel 1534 l’illustre artista di corte Jakob Seisenegger. La maggiore ha otto anni, uno appena la più piccola. Avvolte in abiti elegantissimi,  giocano ignare del loro prossimo destino. Il grande dipinto faceva parte di una fastosa serie di ritratti della famiglia asburgica, destinati a decorare l’appartamento privato del principe vescovo di Trento Bernardo Cles. Del pregevole  insieme rimane oggi solo questa tavola, tornata, dopo un lungo restauro, curato dalla Soprintendenza per i beni culturali di Trento,  alla sua antica dimora, il Castello del Buonconsiglio.  L’esposizione, che celebra la restituzione al pubblico dell’importante dipinto, è una preziosa occasione per indagare la storia delle piccole principesse, nel gioco politico delle dinastie europee, per approfondire il ruolo del principato trentino nello scacchiere internazionale in un momento storico cruciale, e per riscoprire un pittore insigne, che fu contemporaneo e contendente di Tiziano.



Pubblicato il 18 aprile 2019
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