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La Val di Fiemme ti riavvicina alla natura

Notizia segnalata da A.P.T. Val di Fiemme
5a meraviglia / Foto di A. Campanile / Lago Brutto (Foto da comunicato stampa)
5a meraviglia / Foto di A. Campanile / Lago Brutto (Foto da comunicato stampa)
Incontra 7 meraviglie e 4 paradisi nell'abbraccio delle Dolomiti UNESCO

La Val di Fiemme ci riavvicina alla natura. Guarderemo i boschi, i prati e le cime dolomitiche con occhi diversi. Prenderemo per mano la natura, per non dimenticarla mai più.
Sarà un’estate di distanze sociali, dove gli operatori turistici metteranno in campo misure e servizi capaci di mantenere i giusti spazi fra un essere umano e l’altro. Sarà l’occasione di avvicinarsi agli alberi, ai fiori e ai panorami sconfinati d’alta quota con un nuovo spirito.
Rimetteremo il nostro corpo in movimento con passeggiate in dolce pendenza, tra foreste di abeti, pascoli e ruscelli. Potremo goderci la pista ciclabile delle Dolomiti, dopo tanto allenamento sulla cyclette. Attraverseremo spazi immensi, liberi di respirare la vita. Passo dopo passo, in Val di Fiemme incontreremo 7 Meraviglie, 4 Paradisi e infiniti scorci di bellezza.

Le 7 Meraviglie di Fiemme: gli assetati di bellezza in Val di Fiemme incontrano spettacoli cromatici d’incanto, fra monumenti naturali e monumenti del passato.
I 4 Paradisi di Fiemme: lontano dal traffico, nei piani alti della Val di Fiemme, intorno alle quote 1.200 e 2.200 m., passeggiamo nel parco d’arte più alto del mondo e fra 3 parchi della fantasia che raccontano la natura attraverso il gioco.

1. Il tramonto dolomitico
I sole dipinge sulle pareti delle Dolomiti UNESCO uno spettro cromatico che va dal giallo chiaro al rosso fuoco, per poi attenuarsi in delicate sfumature di viola. Che spettacolo!
In Val di Fiemme questo spettacolo, conosciuto con in nome di Enrosadira, va in replica all’alba e al tramonto, sulle pareti rocciose del Latemar e delle Pale di San Martino. È possibile ammirarlo sia dai paesi della valle, sia alle quote alte, come l’Altopiano di Lavazé e le cime di Predazzo, Bellamonte, Pampeago e dell’Alpe Cermis.
A Predazzo, raccontano tutti i segreti delle Dolomiti e 230 milioni di storia del mondo il Museo Geologico delle Dolomiti e il sentiero Geotrail Dos Capèl.

2.  L’oasi dei cervi nelle Foreste dei Violini
Tra i mammiferi che popolano la Val di Fiemme, i più appariscenti sono i cervi. Nel Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino osserviamo i loro comportamenti nella natura.
Una passeggiata intorno a quest’oasi naturalistica permette di fotografare i cervi a distanza ravvicinata. Loro si godono l’ombra delle Foreste dei Violini, dove crescono i pregiati abeti rossi di risonanza che vibrano negli strumenti a corda di tutto il mondo. In questo angolo del parco, fra alberi della musica e ungulati, ci sono due ponti curiosi che attraversano il torrente Travignolo: uno è trasparente e l’altro è sospeso sulle funi (un altro ponte tibetano lo si incontra più in basso, a Predazzo, in loc. Sottosassa).  Merita un’escursione anche la fortezza austroungarica: Forte Dossaccio. Per saperne di più sulla flora e la fauna si visita il Centro Visitatori del Parco a Paneveggio.
Facilmente accessibile.

3. La guglia Torre di Pisa
Sul Latemar c’è una delle guglie dolomitiche più fotografate. La Torre di Pisa si chiama così per la sua vistosa pendenza.
Si raggiunge questo monumento naturale alto 40 metri, salendo da Predazzo, con la cabinovia che porta a Gardoné e quindi con la seggiovia che accompagna a Passo Feudo. Qui si procede su un sentiero un po’ ripido (n° 516) ma che regala grande soddisfazione. Sul percorso si incontrano curiosi “omeneti” (uomini di pietra), sono segnavia di sassi creati dagli escursionisti per segnalare il percorso in caso di nebbia.
Accessibilità: adatta a escursionisti volenterosi.

4. La Catena del Lagorai con i suoi laghi cristallini
La Catena del Lagorai sovrasta la Val di Fiemme, disegnando nel cielo sagome di grandi onde che increspano e scivolano. Fra le sue cime si incontrano 14 specchi d’acqua purissima.
L’incontaminata Catena del Lagorai è un po’ l’alter ego delle Dolomiti. Se le rocce calcaree di dolomia non trattengono un filo d’acqua, ma incantano con riflessi rossastri, le rocce porfiriche del Lagorai sono preziosi scrigni d’acqua verde smeraldo. Alcuni laghi si circondano di rododendri, altri di prati, altri ancora sono incastonati nelle rocce.
Sono 14 gli specchi d’acqua del Lagorai lungo la Val di Fiemme: Lago delle Buse, Lago di Montalon, Lago delle Stellune, Laghi delle Buse Basse, Lago di Forame, Laghetti di Lagorai, Laghetti di Bombasèl (raggiungibili con gli impianti di risalita dell’Alpe Cermis e una facile camminata), Lago Lagorai, Laghetti delle Aie, Lago Brutto, Lago delle Trote, Lago di Moregna, Laghetto Caserina e Lago di Cece (raggiungibile con un sentiero accessibile ai disabili). A due passi da Fiemme, nel Parco di Paneveggio, meritano una passeggiata anche i Laghetti di Colbricon.
Sul Lagorai, dove osano le aquile, si può camminare per giorni senza incontrare un essere umano. È una Catena incontaminata che si estende per 70 km.
Facilmente accessibili: i Laghetti di Bombasel e il Lago Cece.

5. L’Altopiano di Lavazé
Fra mille sfumature “bio-diverse”, si spalanca sulle Dolomiti un’immensa distesa di prati fioriti e boschi di cirmoli, larici e abeti.
Dall’Altopiano di Lavazé si ammira uno strepitoso scenario sulle Dolomiti UNESCO. Lo sguardo accarezza le creste e le guglie del Catinaccio e del Latemar. Siamo a quota 1805 metri, pronti a esplorare, a piedi o in mountain bike, un palcoscenico naturale che stupisce a ogni passo, fra pianure, dolci pendenze e piacevoli degustazioni nei rifugi. Gli amanti dei fiori scoprono un meraviglioso giardino di biodiversità.
Facilmente accessibile.

6. La cascata di Cavalese
È davvero curioso il getto d’acqua che scende dalla meravigliosa Val Moena: la Cascata di Cavalese disegna un dito indice puntato verso il cielo! Da qui ogni sguardo si inerpica e, inevitabilmente, indaga il mistero del creato.
Due ponticelli offrono differenti punti di vista. Quello ai piedi della Cascata di Cavalese restituisce tutta l’energia di uno scroscio potente che, in forma nebulosa, arriva a sfiorare il volto dell’osservatore. Il ponticello sopra la Cascata fa vivere l’ebbrezza di un salto liquido nel vuoto.
Dalla Cascata, un sentiero porta al Pezo del Gazolin, un abete rosso monumentale con 5 metri di circonferenza.
Sono facilmente accessibili sia la Cascata sia i sentieri che la circondano.


7. Il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme
Le antiche mura del palazzo ci raccontano una storia millenaria, dagli antichi manoscritti, ai capolavori della scuola pittorica di Fiemme, fino alle gattabuie delle così dette “streghe” di Cavalese.
A Cavalese, il palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme è uno degli esempi più belli di architettura rinascimentale del Trentino. L’ente storico, fondato nel 1.111, è ancora un cuore pulsante. Oggi gestisce con cura le foreste e i pascoli della valle.
Il palazzo fu costruito nel Medioevo dai Principi Vescovi di Trento come residenza estiva e sede dei loro Vicari.
Un’illuminazione discreta dona al museo e alla pinacoteca un’atmosfera intrisa di mistero, proiettando qua e là geometrie luminose che esaltano la bellezza dei dipinti e degli affreschi. Si affacciano alle pareti 150 capolavori della Scuola pittorica di Fiemme. Nelle prigioni i visitatori impugnano le torce per illuminare le scritte incise dai carcerati. In queste celle, nel ‘500, sono state rinchiuse le streghe di Cavalese.


I 4 PARADISI

1. Il parco d’arte RespirArt di Pampeago
A Pampeago, a quota 2200 m., c’è il parco d’arte più alto del mondo: RespirArt. Nel giro ad anello di 3 chilometri una trentina di installazioni d’arte dialogano con le guglie dolomitiche del Latemar. Il parco attrae artisti da tutto il mondo.
Amano la natura tanto da cercare di eguagliarne la bellezza. Sono gli artisti di fama internazionale e gli studenti delle accademie d’arte europee che ogni estate creano installazioni artistiche nel Parco d’arte ambientale RespirArt. A “completare” le opere sono il sole, il vento, la pioggia e la neve.
Accessibilità: il parco si raggiunge facilmente con la seggiovia Agnello. Il giro ad anello è adatto anche ai bambini (si incontrano giochi ispirati alle opere d’arte, al clima e alla natura). Indossate scarponcini: alcuni brevi tratti sono un po’ ripidi.

2. La MontagnAnimata di Predazzo
Draghi, gargolle, creature leggendarie e personaggi curiosi popolano i prati e i boschi della MontagnAnimata di Predazzo. Mentre i sentieri giocano con i bimbi, incantevoli radure si trasformano in palcosceni della fantasia.
Fiabe, gioco-libri, spettacoli e giochi interattivi rivelano comportamenti eco-sostenibili. La natura scatena meraviglia sulla MontagnAnimata di Predazzo. Fra indizi, missioni da compiere e misteriose tracce (anche odorose) i bimbi esplorano due sentieri tematici a quota 1.650 m.: la Foresta dei Draghi e il Sentiero del Pastore Distratto. Gli spettacoli itineranti e i gioco-libri raccontano storie di tempeste, draghi, gargolle, dahù, clown, geologi, api, falegnami, pastori e malgari. Libera risate adrenaliniche l’Alpine Coaster Gardoné, un bob su binari che sfreccia nel bosco.
Poi la fantasia vola più in alto: la seggiovia Feudo accompagna a quota 2.200 m. nel Giardino storto del Dahù e nel sentiero Geotrail Dos Capèl.
Accessibilità: questo paradiso si raggiunge con la Cabinovia Latemar MontagnAnimata Predazzo-Gardoné.

3. Il Giro d’Ali di Bellamonte
Il Giro d’Ali è un sorprendente percorso acquatico di Bellamonte, a quota 1.750 m. I bimbi scatenano la fantasia fra prati, cascatelle, scale di pietra sommerse, ponticelli sospesi, specchi d’acqua e volatili galleggianti.
La fantasia vola a pelo d’acqua nel parco Giro d’Ali di Bellamonte. Chi gioca con l’anatra nuotatrice, chi si avventura alla ricerca dell’oro con il setaccio, chi rincorre l’Uovo in pista, chi scopre la vita dei volatili sul sentiero Frainus. L’intera famiglia è a perfetto agio fra ergonomici lettini prendisole, gazebo in legno per il pic-nic, un percorso Kneipp e una postazione per il massaggio ai piedi.
La vita del falconiere e quella del pastore non avranno più segreti dopo una giornata in questo paradiso. Fra le attrazioni più innovative c’è Nidoplano: l’ovetto della cabinovia con il fondo trasparente.
Accessibilità: il Giro d’Ali si raggiunge con la Cabinovia Bellamonte 3.0 in località Castelir.

4. Cermislandia dell’Alpe Cermis
Dalle chiome degli abeti alle acque del ruscello, la natura non ha segreti nel regno del divertimento dell’Alpe Cermis. Qui i bambini imparano persino a costruire una baita di legno, diventando architetti-boscaioli.
Ogni giorno un gioco nuovo: quassù la fantasia vola alto. Siamo a quota 1.280 m. Nel regno di Cermislandia i bambini entrano in totale empatia con l’ambiente circostante, mimetizzandosi con il sottobosco, trascorrendo una giornata da boscaiolo o imparando a conoscere le creature che popolano la montagna.
Se il ruscello rivela inaspettate forme di vita, le chiome degli alberi si lasciano da abitare dai cuccioli d’uomo. Il nuovo Parco Avventura Cermis, infatti, trasforma ogni bimbo e ogni ragazzo in un agile scoiattolo.
I genitori possono godersi il pieno relax nella terrazza-solarium del ristorante Baita Tonda. Da qui infatti si può assistere ai giochi dei figli. Fra una cioccolata e uno strudel, echeggiano le loro risate.
Accessibilità: accompagna in questo paradiso la Cabinovia Alpe Cermis. Si prende dal centro di Cavalese o dalla stazione di fondovalle.


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Pubblicato il 26 giugno 2020
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