Dieci giorni di programmazione diffusa tra teatri, piazze e in un nuovo spazio scenico creato per il Festival. Oltre 45 eventi, 15 compagnie, sette debutti, cinque prime nazionali, workshop e incursioni all'interno dei musei. Torna Oriente Occidente Dance Festival con “Vuoto”, il secondo capitolo di “Corpi Assenti” che mette al centro una domanda: se restiamo qui, dove sembra mancare tutto, cosa comincia?
Dal 3 al 12 settembre, con un’anteprima il 2 settembre, Rovereto ospita la 46ª edizione di Oriente Occidente Dance Festival. Dieci giorni di programmazione, più di 45 eventi e 15 compagnie per un percorso che attraversa danza, performance, incontri e pratiche artistiche contemporanee.
Il secondo capitolo di Corpi Assenti sposta l’attenzione dal concetto di “assenza” a quello di “vuoto”. Non come mancanza, piuttosto come condizione del possibile. Se tutto appare pieno, compatto, già definito, il vuoto riapre uno spazio necessario: dove non c’è spazio per perdersi, non si cerca una strada nuova. In un presente segnato dalla fragilità delle narrazioni collettive e dall’indebolirsi dei riferimenti culturali, il vuoto torna come una condizione da riconoscere e abitare, l’unica capace di riattivare il senso del ritrovarsi, con sé stessi e con gli altri.
“Vuoto” è l’intervallo che permette l’incontro, il tempo di passaggio tra ciò che è stato e ciò che sarà, è il silenzio che permette la musica, lo spazio che concede alla danza di esistere.
Attraverso spettacoli, performance, incontri e dialoghi, Oriente Occidente si conferma un luogo della cultura, dove espressione e confronto trovano terreno fertile, dove è possibile moltiplicare le visioni e costruire comunità. La proposta è quella di guardare al mondo attraverso la lente dell’arte e delle sue espressioni per cercare chiavi di lettura non scontate e darsi la possibilità, nel vuoto, di cambiare traiettoria.
Anche quest’anno il Festival intreccia spettacoli di rilievo internazionale, eventi gratuiti e momenti di approfondimento, attraversando linguaggi e prospettive differenti. Dove quell’attimo di vuoto è la sospensione che concede l’incontro tra culture che fa parte della più profonda identità di Oriente Occidente. Un invito a stare, insieme, nel qui e ora per capire cosa può iniziare davvero.
Il Festival è stato presentato stamattina, mercoledì 10 giugno alla sala di Rovereto della Fondazione Caritro. Il cartellone artistico è stato presentato dal direttore artistico Lanfranco Cis e dal curatore associato Marcos Morau, dopo un’introduzione del Presidente Paolo Baldessari che ha commentato il momento di transizione che Oriente Occidente sta vivendo: «In un contesto come quello che il settore culturale sta attraversando, Oriente Occidente intende far leva su un’identità valoriale solida e su una stabilità costruita nel tempo, unite alla volontà di affrontare le sfide future. Una open call per la direzione artistica è aperta, durante l’estate ci saranno le selezioni e il lavoro del nuovo team curatoriale inizierà in autunno».
Presenti alla conferenza stampa anche la Sindaca Giulia Robol e assessora alla Promozione Artistica, Culturale e al Turismo del Comune di Rovereto, Micol Cossali.
«Non sono solo grata a tutto lo staff del Festival – ha affermato la Sindaca di Rovereto, Giulia Robol - ma anche per quello che la storia di Oriente Occidente ha rappresentato che è a mio avviso qualcosa di molto grande. Voglio inoltre ribadire il sostegno istituzionale alle tante attività presenti che non sono solo il festival e alla capacità di investire sempre in linguaggi e progetti innovativi. Oriente Occidente è una delle più importanti realtà della comunità roveretana che non conosce confini e spazia attraverso dimensioni meno conosciute dove l’arte e la danza sanno muoversi con molta scioltezza e interpretazione. Oriente Occidente è soprattutto danza e movimento dove la parola c’è poco ma riesce ad arrivare con intensità al cuore e alla mente delle persone».
«Oriente Occidente, in questi anni, ha saputo interpretare il suo essere un’istituzione culturale, in modo molto significativo e vivace, con la capacità di farsi carico di una tradizione– ha proseguito Micol Cossali, assessora alla Promozione Artistica, Culturale e al Turismo del Comune di Rovereto –e, allo stesso tempo, riuscendo ad affrontare le sfide del futuro, rimanendo sempre “in movimento”. Questa realtà si è consolidata ma ha mantenuto la freschezza, l’apertura, lo spirito di innovazione e la capacità di interpretare i fermenti del presente. Oriente Occidente, nato come un festival, è diventato oggi uno spazio ampio di relazioni che si è espanso durante l’anno, con cui il Comune è felice di avere delle significative relazioni su progetti ampi e diversificati».
Leggi tutto / programma:
https://www.orienteoccidente.it/news/46-oriente-occidente-dance-festival