Presenti non è il contrario di vuoto, ne è piuttosto il controcampo.
In questa sezione, il linguaggio cambia – il movimento si fa cinema, parola, suono, ricerca - ma resta una stessa tensione: “stare qui, dove sembra mancare tutto, cosa ci restituisce?”
Presenti è anche il plurale di presente, perché l’oggi ha molteplici possibilità: tra il passato da rileggere e il futuro che sembra anticipare ogni decisione, il presente rischia di sfuggire. Eppure, è qui che tutto accade.
Presenti significa esserci in tempi svuotati e spazi vuoti: vuoti normativi, narrativi, politici, affettivi che chiedono di essere attraversati. Senza rimandare, sporcandosi di realtà, prendendosi un rischio.
Quando il suolo scricchiola e l’orizzonte sembra lontanissimo, essere presenti è una postura forte. È un modo di agire. È non girarsi dall’altra parte.
Essere Presenti è una scelta.
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