Il Museo Storico Italiano della Guerra si trasforma in MITAG: bilancio sociale tra solidità patrimoniale e missione civile
Rovereto, 9 maggio 2026 – Nella cornice del Castello di Rovereto, l'Assemblea dei Soci del Museo Storico Italiano della Guerra ha approvato oggi una delle rendicontazioni più significative della sua storia ultracentenaria. La presentazione del Bilancio Sociale 2025 e della relazione programmatica del Presidente non ha rappresentato un semplice adempimento statutario: ha segnato il completamento di una metamorfosi istituzionale, con il passaggio da ONLUS a Ente del Terzo Settore (ETS), in corso di approvazione presso gli uffici del RUNTS provinciale, e l'adozione della nuova identità visiva MITAG. Un cambiamento che riflette la volontà di coniugare il rigore della custodia storica con le esigenze di un'istituzione culturale moderna e sostenibile.
Il 2025 rimarrà negli annali come l'anno della "consapevolezza patrimoniale". Per la prima volta, il Museo ha affrontato una sfida tecnica e culturale di grande portata: la valutazione economica del proprio immenso patrimonio collezionistico. Grazie a una perizia tecnica giurata, conclusasi nel marzo 2026 e recepita in una relazione di missione che integra il bilancio d'esercizio, è stato attribuito, pur adottando criteri cautelativi e prudenziali, un valore ufficiale a decine di migliaia di reperti, archivi e fondi fotografici. Il risultato: oltre 31,6 milioni di euro che ora figurano nello stato patrimoniale dell'ente. Come sottolineato dal Presidente Oswald Mederle nella sua introduzione al Bilancio sociale, questa operazione non mira a una "mercificazione" della memoria, ma risponde al dovere etico di dare consistenza reale a un tesoro collettivo che, fino a oggi, era rimasto invisibile nelle scritture contabili. Il corollario di tale operazione risiede nella responsabilità del Museo di preservare e valorizzare questo patrimonio di memorie private per le future generazioni.
Questa nuova solidità patrimoniale giunge in un momento di sfide gestionali importanti. Nonostante un disavanzo di esercizio di circa 20.000 euro — frutto di una scelta prudenziale che ha preferito svalutare crediti ministeriali incerti per garantire massima trasparenza futura — i segnali di crescita sono chiari. I 49.716 visitatori che nel 2025 hanno varcato la soglia del Castello si avvicinano ai picchi storici pre-pandemici, con una crescita significativa del pubblico non scolastico (+3,5%) e una forte componente internazionale (18,3% degli ingressi rilevati). A questi si aggiungono i 7.300 visitatori della Sezione Artiglierie della grande guerra, aperta stagionalmente. Sul fronte economico, i ricavi da bookshop e attività editoriale hanno registrato un incremento del 50%, segno che il Museo è un centro di approfondimento culturale capace di generare valore diretto attraverso la qualità delle proprie pubblicazioni.
A questa crescita di pubblico si affianca un dato che testimonia la fiducia della comunità nella missione dell'istituzione: nel 2025 il MITAG ha acquisito 166 donazioni, il +23,9% rispetto all'anno precedente e il risultato più alto degli ultimi cinque anni, provenienti da tutto il territorio nazionale e dall'estero. Ogni donazione è un atto di affidamento di memorie private a un racconto collettivo.
Un capitolo centrale della relazione presentata ai soci riguarda il quadro strategico, fondato su quattro assi valoriali che orientano ogni scelta operativa. Accoglienza: garantire un'esperienza di qualità a pubblici diversi, con l’implementazione di pannelli in linguaggio semplificato e materiali con i simboli della CAA - Comunicazione Aumentativa Alternativa, percorsi tattili, audioguida in LIS e una nuova guida in linguaggio ETR co-progettata con Anffas. Competenza: rigore scientifico e continuità della ricerca, con 4 monografie curate, 7 convegni nazionali e internazionali e oltre 25 consulenze verso altre strutture museali. Pluralità: restituire la complessità degli eventi storici attraverso molteplici voci, con la mostra "E noi che ne sappiamo?" sul colonialismo italiano e attività gratuite rivolte a nuovi cittadini. Contemporaneità: utilizzare linguaggi nuovi per raggiungere pubblici diversi, dal podcast "Cose di fronte" su RaiPlay alla partecipazione al progetto europeo GOV4PeaCE, che nel 2025 ha portato a Rovereto delegazioni da otto paesi.
"Nel Bilancio Sociale del MITAG ritrovo con chiarezza i principi che orientano le nuove linee guida delle politiche culturali provinciali: la coesione tra comunità professionali, la sussidiarietà e la sostenibilità, il ruolo sociale della conoscenza, il valore della ricerca specialistica. Un contributo importante alla visione di sistema culturale che la Provincia intende rafforzare in questa legislatura. La cultura cresce quando sa custodire la memoria e, allo stesso tempo, immaginare il futuro." ha dichiarato Francesca Gerosa, Assessora provinciale all'istruzione, cultura, giovani e pari opportunità della Provincia di Trento.
Sul fronte dell'impatto sociale, il vicepresidente Silvio Rosina ha illustrato i risultati misurati secondo gli standard internazionali dell'UNESCO Cultura 2030. Il MITAG si conferma un presidio di democrazia culturale: oltre il 58% degli ingressi è avvenuto a tariffe ridotte o gratuite, garantendo il diritto alla memoria a fasce sempre più ampie della popolazione. L’investimento nell’accessibilità è stato costante e capillare e ha visto un processo trasversale di abbattimento delle barriere. Il Museo non si limita a esporre oggetti, ma si impegna a renderli leggibili a tutti, interpretando il concetto di "storia" come un bene comune accessibile e inclusivo.
Con un organico di sedici professionisti e una forte componente femminile, l'ente ha avviato per il personale programmi di formazione continua. Sul piano ambientale, l'acquisto di energia da fonti rinnovabili e la progressiva sostituzione degli impianti illuminotecnici puntano a ridurre l'impronta carbonica di una struttura monumentale complessa come il Castello.
Proiettando lo sguardo al triennio 2026–2028, la relazione programmatica delinea una strategia ambiziosa: rafforzare il ruolo di capofila nella Rete Trentino Grande Guerra, intensificare la digitalizzazione degli archivi e diversificare le entrate attraverso il fundraising e la partecipazione a bandi europei.
"Il Bilancio Sociale 2025 non è un traguardo, ma un punto di partenza," ha concluso il Provveditore Francesco Frizzera. "La trasformazione in ETS e il riconoscimento del valore delle nostre collezioni ci caricano di una responsabilità ancora maggiore verso la comunità. Siamo i custodi di una storia drammatica che deve servire a costruire una cultura della pace, e lo facciamo con la trasparenza di un'azienda moderna e l'anima di un centro di ricerca scientifica."
Oggi, il Museo di Rovereto non è più solo un contenitore di cimeli, ma un motore economico e sociale per il territorio, capace di generare un indotto turistico e culturale per la città di circa 7,5 milioni di euro all'anno.
Informazioni complete:
https://museomitag.it