Cosa fare nel pre e dopo spettacolo? Consulta la sezione ristoranti/pub. In primo piano le schede de Boivin (Levico Terme) e Castel Pergine (Pergine Valsugana).
A Merano arte la seconda edizione del progetto che crea una piattaforma di scambio fra artisti locali ed internazionali. Il curatore Valerio Dehò ha invitato quattro artisti della provincia a partecipare; ciascuno ha poi potuto scegliere liberamente un partner internazionale. Le coppie che si sono così venute a formare hanno elaborato appositamente per gli spazi di Merano arte un progetto comune.
Dal 25 settembre Merano arte espone i lavori di: Elisabeth Hölzl & Armin Linke, Hubert Kostner & Michael Sailstorfer, Max Rohr & Stephan Balkenhol, Carla Cardinaletti & Silvia Levenson.
Progetto musicale: Marcello Fera con Ensemble Conductus & coro A Filetta. Un catalogo con fotografie di Ivo Corrà documenterà la collaborazione fra gli artisti.
L’originalità del concetto di quest’esposizione consiste nel riunire alcuni artisti attorno ad un progetto comune e realizzare opere “a quattro mani”. Cinque artisti della provincia di Bolzano hanno scelto dei partner internazionali per mettere a confronto i propri lavori e realizzare un progetto in comune.
Elisabeth Hölzl e Armin Linke hanno operato sull’idea di monumento/documento, sulla memoria delle guerre vista attraverso le sculture e le architetture che le ricordano: una ricognizione sulla memoria collettiva, sul Novecento e sulle radici del mondo attuale.
Carla Cardinaletti e Silvia Levenson si sono incontrate invece sul tema della paura e del suo superamento. La frase scelta dalla Cardinaletti trasposta in un grande neon è feel the fear and do it anyway* (letteralmente “Avverti la paura e fallo comunque”), ovvero un invito a non fuggire dai sentimenti anche duri e difficili, ma ad affrontarli. L’artista argentina Silvia Levenson lavora sul mondo infantile, sulle angosce della crescita e del cambiamento, sul rapporto tra adulti e bambini e sulle difficoltà di comunicazione tra i due mondi.
Hubert Kostner e Michael Sailstorfer hanno affrontato invece la creazione di due installazioni sonore: Kostner ha portato a Merano arte una campana, da lui progettata imitando la forma che il suono assume in quanto grafico di frequenza. Forma e contenuto coincidono, l’artista ha visualizzato ciò che è immateriale. Il pubblico è invitato a suonare, se desidera, proprio perché il suono è il veicolo di comunicazione nelle chiese e, adesso, anche nell’arte. Il tedesco Sailstorfer ha realizzato un cubo sonoro di cemento che registra voci e suoni dall’ambiente e li ritrasmette differiti. In questo modo il suono crea un legame tra persone presenti in luoghi diversi, si spinge oltre la visualità con una comunicazione sonora più diretta e colloquiale, instaura nuove relazioni.
Max Rohr si è incontrato con uno scultore come Stephan Balkenhol, famoso per aver riportato la scultura in legno dipinto nell’arte contemporanea, mettendo insieme le sue esperienze di arte riflessiva e autobiografica. Al centro vi è la rappresentazione dell’uomo e anche una dimensione distaccata e leggermente malinconica del rapporto con lo spazio o con il paesaggio. Rohr nella sua pittura è molto narrativo, Balkenhol più astratto, tut- tavia al centro del loro lavoro vi sono le persone comuni e un accentuato rapporto con lo spettatore.
Ma From & To coinvolge sempre anche un’esperienza musicale e quest’anno Marcello Fera ha proposto Archincanto, un progetto internazionale che vede coinvolti la formazione musicale altoatesina Conductus e l’ensemble vocale corso di fama mondiale A Filetta. Il nuovo lavoro viene presentato in concerto il 29 ottobre al Teatro Puccini di Merano ed è costituito da un programma in cui si fondono la scrittura di Fera e il repertorio della compagine corsa, gli archi di Conductus e le più belle voci della polifonia tradizionale della Corsica. Certamente un esem- pio di collaborazione e scambio di culture ed esperienze, nello spirito originario di From & To.